Te la do io la skyline

Non so se ci avete fatto caso, ma il sindaco Fabbio si è innamorato della parola skyline, e la pronuncia ad ogni piè sospinto. Poichè noi alessandrini abbiamo mediamente più dimestichezza con il dialetto che con l’inglese, e tutto sommato non ce ne vergogniamo neppure troppo, vale la pena ricordate che il termine skyline (letteralmente linea del cielo, come ricorda wikipedia, o wikipiki secondo la dizione dell’on. Grassano, ex presidente del consiglio comunale) è “il profilo delineato contro il cielo dal panorama complessivo degli edifici di una città”.

Ecco. Allora sta benedetta skyline alessandrina dovrebbe presto essere stravolta (in meglio, si intende) dal “mitico” ponte Meier“, e dal “Palazzo dell’edilizia“, all’altezza del platano di Napoleone, all’uscita della città prima del ponte sulla Bormida. Pare che domenica ci sia stato tra l’altro un passaggio in città del progettista, l’archistar Daniel Libeskind, immagino per un sopralluogo. Non so, a dire il vero, se saremo tutti in grado di apprezzare la qualità del progetto: l’altra sera passavo di lì con un amico, e gli ho segnalato la partenza dei primi lavori. Ebbene, il tapino, assolutamente disinformato dell’esistenza stessa di mister Libeskind, sapete come ha avuto il coraggio di commentare? “Beh, già che c’erano potevano fare una piattaforma galleggiante sul fiume…”.
Ma si può, dico io? Un primo cittadino avanti vent’anni che disegna skyline con il pensiero, e cittadini indegni che neppure mostrano di gradire, e lo smontano con queste battutacce. Dura vita, quella del sindaco di Alessandria, signori miei….

Ma soprattutto c’è (meglio: ci sarà, prima o poi) il ponte Meier. Capolavoro di ingegneria idraulica e di architettura, “il ponte sarà in acciaio; si costruiranno le ‘spalle’ da una parte e dall’altra mentre l’infrastruttura vera e propria sarà realizzata in officina, poi portata in loco e montata. Quello che si vedrà qui sarà lo spettacolare montaggio dell’arco che avverrà con due grandissime strutture che piano piano lo faranno combaciare al centro del fiume”.

Bene. Siamo certi che, aldilà dei due anni di attesa, e di alcuni slogan un po’ frettolosi tipo “la prima pietra” (mesi addietro, con minaccioso sasso in una mano), oppure “23 settembre: pronti, partenza..via con i lavori!”, alla fine il ponte sorgerà davvero, e sarà davvero, come prevede il sindaco Fabbio, “orgoglio e vanto di tutti gli alessandrini”. Anche di quelli che, come noi, magari si sarebbero accontentati, all’abbattimento del Cittadella, di una assai più economica passerella ciclopedonale. Del tutto incuranti, in effetti, della skyline della città.

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