La dignità perduta

18 milioni di euro per tacere per sempre. Il prezzo del silenzio, della vergogna, dell’umiliazione, della resa della dignità umana. Non bastano credo queste e altre frasi ‘ad effetto’ per definire ciò che starebbe (usiamo il condizionale, sperando in un colpo di coda della decenza) per succedere a Casale Monferrato, sul fronte Eternit. Altro che offerta del diavolo, dai. Questo significa che una città intera svende la propria memoria, mette all’asta il dolore dei suoi cittadini.

Ma chissenefrega cosa ci potrà fare il Comune con quei soldi: conta solo come se li è procurati, e sulla pelle di chi. Che tristezza: ma i casalesi che fanno, che pensano, che dicono? Va benissimo la ‘rete’ come canale di protesta: poi però bisogna anche dare fisicità all’indignazione, esserci. Poco importa se si è avuto o meno un morto in famiglia: conta la volontà di rimanere uomini, in termini di dignità.

Ma c’è una seconda notizia che urge commentare: il nuovo contratto Fiat. Accordo diretto: Marchionne (nella foto) detta le regole, i sindacati che accettano sono quelli legittimi e riconosciuti, gli altri (Fiom Cgil, in particolare) espulsi dalla fabbrica. Non so se gli italiani, frastornati dalla crisi e rincoglioniti da trent’anni di retorica antisindacale (naturalmente sviluppatasi non sul nulla, ma anche con colpe dei sindacati stessi), si rendono ben conto della gravità del passaggio epocale. Oggi è Fiat, domani saranno tutti gli altri gruppi industriali. Dopodomani, il caporalato  e l’operaio ‘a chiamata’. Un secolo di battaglie sindacali buttate al vento?

C’è un filo rosso tra Casale e Torino, ed è la dignità calpestata dei lavoratori.

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