Monti, il reazionario che piace al Pd

Se metà delle affermazioni che Mario Monti (nella foto) va ripetendo in questi giorni le avesse fatte Berlusconi, il Pd lo avrebbe impalato. Il che dimostra tra l’altro quanto questo Paese (non solo il Partito Democratico: esempi se ne trovano disseminati ovunque) riesca ad essere ideologico e ipocrita, anche sul ponte del Titanic.

Monti è un conservatore, un uomo di destra da sempre. Era già vecchio a 25 anni, quando i poteri forti dell’epoca lo mandavano nelle facoltà occupate, convinti che potesse aprire più facilmente, se non altro per ragioni anagrafiche, un dialogo con i contestatori dell’epoca, anno di grazia 1968 e seguenti. E’ certamente anche una persona competente, come buona parte dei suoi ministri (e al contrario di quelli del governo Berlusconi), e questo è l’elemento su cui si sta furbescamente giocando per ‘intortare’ ancora una volta gli italiani (che non contano niente ora, come non contavano niente prima).

Ci stanno facendo credere, avendo tra l’altro a disposizione la quasi totalità dei grandi media, che la competenza è di per sè l’unica strada verso la salvezza. Ma la competenza usata come? E per la salvezza di chi?

Come sempre è cui prodest, a chi giova, il concetto chiave per capire cosa sta succedendo.

Ebbene, chi scrive come sapete è refrattario da sempre all’idea del ‘siamo tutti sulla stessa barca’. E la mia impressione è che a Monti e ai suoi ‘tecnici’ sia stato affidato un compito sporchissimo, che l’uomo  è naturalmente, per competenza e cinismo, in grado di svolgere alla grande.

Torno alle sue affermazioni di questi giorni, per le quali Silvietto sarebbe finito al rogo, e che invece ora un ampio ventaglio parlamentare, con il Pd in prima fila, pare ritenere sacrosante, e degne di sostegno a oltranza.

“L’articolo 18 allontana gli investimenti ed è un impedimento allo sviluppo”, e in questo Paese c’è stato finora “troppo buonismo sociale”, ossia verso la classe lavoratrice, e via di questo passo.

In sostanza: l’Italia, secondo Monti e chi lo sostiene, è stata ‘spolpata’ dagli operai, dai dipendenti comunali e parastatali, dagli idraulici e dagli elettricisti che si alzano alle 6 del mattino e lavorano fino alle 8 di sera (e quando possono evadono le tasse, diciamocelo per non fare gli ipocriti almeno noi).

Quindi noi non abbiamo capito una mazza, signori: perché eravamo (e, da veri zucconi, siamo ancora) convinti che l’Italia sia ad un passo dal finire come la Grecia, nonostante un tessuto economico di tutt’altro tipo, perchè devastata da cinquant’anni (e a nulla servì Tangentopoli, operazione di trasparenza costretta all’aborto a colpi di slogan sul ‘giustizialismo’) di impunite ruberie non solo politiche (e basta guardare alle cronache di oggi, di ieri, dell’altro ieri, di sempre), ma anche da parte del sistema bancario e finanziario e industriale (Fiat vi dice nulla?). Naturalmente il tutto con la benedizione, non gratuita si intende, di Santa Romana Chiesa. Beh, penso di averceli messo dentro tutti, ma se mi è sfuggito qualcuno segnalatemelo.

E ora chi dovrebbe, secondo costoro, pagare il conto salatissimo di tutto ciò? I lavoratori dipendenti, i precari a partita iva, i pensionati. E’ uno scenario imbarazzante, potenzialmente esplosivo, eppure abilmente ‘narcotizzato’. Cosa potrà succedere, non lo so prevedere. Certamente però non possono essere gli anziani, le pantere grigie, a guidare un’ipotetica rivolta. E i ragazzi li vedo straordinariamente poco consapevoli, o meglio rassegnati e sempre più alla ricerca di vie d’uscita individuali, che portano ad un vicolo cieco. Anche questo, però, è il frutto di una politica culturale di lungo periodo, e per niente casuale.

3 risposte a “Monti, il reazionario che piace al Pd

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  2. Analisi lucidissima, il PD direi che si sta scavando la fossa, il dramma italiano è (anche) che non abbiamo una vera sinistra, europea, che abbia la forza di dire quello che sta succedendo, con credibilità, con persone al di sopra di ogni sospetto, autorevoli. La sinistra italiana è ben rappresentata dalla classe dirigente del Pd cittadino, lontani dai reali bisogni della popolazione, attaccati solo alle poltrone, sempre gli stessi, sempre, drammaticamente, inadeguati. I Bersani, D’Alema, Letta ecc. a livello nazionale, i Borioli, Filippi, Mazzoni e, ahimè, Rossa a livello locale.

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