Governo di Palazzo Rosso: la politica in seconda fila

Habemus giunta! Sabato mattina, dopo un ping pong di indiscrezioni, conferme e smentite protrattosi per tutta la settimana, Rita Rossa ha ufficializzato i nomi dei 7 assessori che la affiancheranno nella mission (impossible?) del risanamento di Palazzo Rosso.

Venerdì sera mi era stata preannunciata una “sorpresa”, rispetto ai 6 nomi di fatto già noti, ed ecco Nuccio Puleio, che certamente la “macchina” del Comune di Alessandria la conosce come pochi altri.

Sul web i fan del centro sinistra stanno “impazzando”: a giudicare dalle prime reazioni, le scelte del nuovo sindaco sono state apprezzate. Centro destra non pervenuto: è semplicemente “a pezzi”, ad Alessandria come nel Paese, e vedremo quanto tempo ci vorrà per la ricostruzione.

A me naturalmente, più che esprimere valutazioni sui singoli assessori (che saranno giudicabili solo per quel che faranno, o non faranno: anche se i curricula personali sono tutt’altro che disprezzabili), preme qualche considerazione di metodo.

La prima è che i partiti stanno in seconda linea: si parla di scelta tecnica per Bianchi, Ferralasco e Puleio, ma in fondo anche la dottoressa Oria Trifoglio, per quanto candidata nella lista pro Rossa e assai votata dagli alessandrini, non è certo espressione del mondo politico.

Ma, soprattutto, in mano ai tecnici finirà il “cuore” dell’ente, ossia il Bilancio, l’Urbanistica ribattezzata Qualità Urbana (ma non i Lavori Pubblici: delega che almeno per il momento Rita Rossa ha tenuto nelle proprie mani), la Salute e il Sistema Educativo.

Come a dire che toccherà soprattutto a loro l’onere delle decisioni più impopolari, e delle scelte legate al rigore “quaresimale”. Non mi è ancora peraltro chiaro se il commercialista Pietro Bianchi ( ex uomo di Baleta ricorda La Stampa, evocando uno dei massimi laboratori culturali della città) si occuperà anche della riorganizzazione delle Partecipate, uno degli scogli più pericolosi per la navigazione della nuova giunta.

Chi esce sconfitto dalle nomine? Naturalmente nessuno, se lo chiedete a loro. Ma alcuni “trombati” ci sono sicuramente, e vedremo se saranno “recuperati” o ricompensati in altro modo. Per Enrico Mazzoni, ad esempio, si parla in maniera quasi scontata di presidenza del consiglio comunale. Mentre Mauro Buzzi (senza il quale, ricordiamolo, le modeste Primarie alessandrine non si sarebbero potute fare) potrebbe trovare spazio nella governance delle partecipate, come Marica Barrera (che ha abbandonato l’Idv con i sodali Bellotti e Laguzzi, per poi sostenere direttamente Rita Rossa) e Giancarlo Cattaneo, ex Idv ma prima ancora ex democristiano di lungo corso.

Ultima riflessione, da persona pratica: diversi assessori hanno redditi personali ragguardevoli, e per occuparsi della “res publica” (con retribuzioni modeste) dovranno trascurare attività professionali assai più remunerative. Spirito di sacrificio e puro amore per la città, o la prospettiva di più ampie e virtuose (non sostengo illecite, sia chiaro) sinergie e percorsi? Il tempo sarà galantuomo: seguiremo serenamente il dipanarsi degli eventi.

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