La transumanza dell’on. Grassano

“Ma cosa vuoi stare ancora a commentare?” mi dice un amico, alla notizia che il mio omonimo onorevole avrebbe compiuto un altro passo della propria personale transumanza politica, passando dai Responsabili (di cui era o è tesoriere) al Pdl (da cui speriamo possa avere presto un incarico adeguato).

In realtà l’on. Grassano non conferma e non smentisce. E sappiamo bene del resto come sono certe malelingue: se la decisione politica maturasse proprio ora, in concomitanza con l‘adunanza del Consiglio nazionale del Partito della Libertà (per ratificare la decisione presa da Berlusconi di nominare come suo “successore” Angelino Alfano, che lascerà il Dicastero della Giustizia), sai che ignobili supposizioni strumentali!

In realtà, dovendosi raggiungere venerdì a Roma per Statuto almeno il 50% dei presenti di questa bella compagnia di giro  ed avendo l’on. Maurizio l’indubbio vantaggio di essere già nei pressi, a me parrebbe una sana ottimizzazione delle risorse. A questo Paese serve pragmatismo, che coi valori notoriamente non si mangia.

Forza dunque, on. Grassano. Ancora una volta il Paese ha bisogno di Lei, e Lei risponderà presente. Mi permetto solo un suggerimento al Cavaliere. A questo punto si libera la poltrona di Ministro della Giustizia…..vogliamo mostrare un po’ di gratitudine a chi in silenzio si è sempre sacrificato per la causa?

Annunci

Il mitico “Dentone” e l’umiliazione dei cervelli

Ci arrivo un po’ in ritardo, nonostante la tempestiva segnalazione dell’altra sera da parte di un lettore. Ma ci ritorno comunque, perchè la notizia è curiosa. La Camera di Commercio di Alessandria è certamente una delle istituzioni più esigenti e rigorose di questo sgangherato Paese, se ha rimandato a casa fior di laureati (278 i candidati complessivi, il titolo di studio richiesto era il diploma, ma si sa che c’è la fila di dottori a spasso, quindi…) in corsa per 4 posti da impiegato, e ha comunicato che: “A seguito dei risultati della prova preselettiva del 24 giugno 2011, che hanno visto un solo candidato ammesso alla prova scritta teorico-pratica, la Camera di Commercio di Alessandria ha ritenuto necessario annullare il bando della selezione pubblica per esami per la copertura di quattro posti a tempo indeterminato e pieno di categoria C profilo professionale “Assistente ammiistrativo anagrafici” in quanto la funzione stessa della prova preselettiva è stata di fatto vanificata.
L’ente camerale, ritenendo che i criteri di valutazione possano aver influito negativamente sull’esito della prova, provvederà, nei prossimi giorni, ad emanare un nuovo bando per la copertura dei quattro posti messi a concorso, rivedendo anche detti criteri.
Il nuovo bando sarà tempestivamente pubblicato su questo sito dove sarà possibile reperire tutte le informazioni necessarie per partecipare alla selezione”.

Diciamocelo: tutti noi abbiamo pensato a quell’unico candidato risultato idoneo, ma incredibilmente rimandato a casa insieme agli altri.
Difficile non vedersi davanti agli occhi Guglielmo Bertone, ossia il mitico Dentone di Alberto Sordi (nella foto) ne I Complessi.

Uno, ricorderete, talmente bravo da scardinare con la sua competenza enciclopedica tutto un sistema fatto di mediocrità e raccomandati. Ossia l’Italia. Di quegli anni, naturalmente.

Nel caso alessandrino, più prosaicamente, immagino che basterà al candidato un semplice ricorso, per vedere riconosciuto un sacrosanto diritto. Anche se il dato più rilevante della vicenda, e assai significativo, è a mio modo di vedere un altro: la persona di cui stiamo parlando (la privacy non la vìolo io per primo: nome e cognome sono su tutti i giornali di questi giorni) è un precario dell’Università alessandrina, con master, corsi di perfezionamento e quant’altro. In corsa per un posto da impiegato della Camera di Commercio in cui come requisito si chiede un diploma di scuola superiore.

L’alternativa alla fuga dei cervelli è la loro umiliazione?

Onorevoli cornuti e mazziati

Ormai è una presenza fissa al Tg3 delle 19. Non so se al mio ononimo, onorevole Grassano (nella foto), i dirigenti di quella rete abbiano offerto una consulenza ad integrazione del modesto stipendio da parlamentare. Oppure se, assai più probabile, l’on. Maurizio si presti gratis a questi commenti quasi quotidiani sullo scenario della nostra politica. Per puro dovere civico. Sta di fatto che è imperdibile, e quando dice con la sua voce inconfondibile: “cosa vuole, noi siamo sempre cornuti e mazziati”, e noi sarebbero gli onorevoli, quasi ci credi, e ti viene voglia di aiutarli, magari con quel 5 per mille che, intanto, se anche lo destini a Emergency mica glielo danno, come noto.

E allora, forza, non siamo timidi. Procuriamoci le coordinate bancarie dell’on. Grassano, e facciamogli sentire da vicino la nostra gratitudine. I motivi non mancano: pochi giorni fa, come opportunamente rimarcato dal sindaco Fabbio con apposito comunicato, l’on. Grassano ci ha addirittura regalato la Caserma Valfrè…come dite? Ci faranno un ipermercato Esselunga? Va beh, ma quello è per far girare l’economia, si sa. Però la Valfrè è di noi cittadini, tranquilli…

I sindaci all’attacco di Lorenzo il Magnifico

Cosa sta succedendo in Amag? Vuoi vedere che anche il vero uomo forte del centro destra alessandrino, il presidentissimo Lorenzo Repetto, comincia a dover far i conti con un dissenso manifesto, e non più soltanto latente?

Difficile dire se davvero il trono stia traballando, ma certamente questa iniziativa di 35 sindaci che siedono nell’assemblea dei soci Amag (quindi ben più della metà) è un forte segnale di insofferenza che, attenzione, ha un carattere politicamente trasversale: non si tratta, insomma, di tutti sindaci di centro sinistra (anzi, alcuni di questi non hanno sottoscritto la richiesta), ma di un panel di “ribelli” assai più ampio.

Nel documento “Bilancio di esercizio 2010: osservazioni e richieste”, in 17 punti chiari e fitti, si dice in sostanza a Repetto: “siamo assolutamente insoddisfatti sia di determinate scelte, sia della mancata trasparenza riguardo a determinati atti: quindi o chiarisci le ambiguità e ci dai ampie garanzie che in futuro si cambia passo, oppure noi non firmiamo il bilancio 2010, e ce ne andiamo”. Le parole naturalmente non sono queste, ma la sostanza direi di sì. E nell’elenco delle richieste si segnala un deficit di documentazione e di chiarezza in merito ad una serie di temi, che vanno dalla crescita significativa dei costi per il personale, alla famosa piantumazione di rose per i nostri cimiteri, ad una serie di sponsorizzazioni e nuovi mutui, nonchè a rapporti contabili con il Comune di Alessandria.

Insomma si tratta, per l’asse Repetto-Fabbio (gustatevi con il sorriso questa loro mutazione grafica, che ho trovato navigando sul web) di una gatta da pelare di non poco conto. E’ vero che il Comune di Alessandria ha, grazie ai patti parasociali, il controllo della maggioranza di Amag, e quindi sostanzialmente solo Fabbio potrebbe “dimissionare” Repetto (ma nei prossimi giorni il sindaco di Alessandria avrà altro a cui pensare: ad esempio il consiglio di giovedì sera, decisivo sul fronte bilancio previsionale 2011). Però è evidente che c’è un sistema che, nel suo insieme, sta scricchiolando.

Attenzione: Lorenzo il Magnifico, re di acqua e gas di casa nostra, ne ha passate anche di peggiori, e potrebbe quindi cavarsela senza batter ciglio anche stavolta. Ma la situazione è tesa, e i “colpi bassi” sono all’ordine del giorno.

Tutti a casa di Luca

Il dopo Berlusconi è cominciato. Su La Stampa di venerdì scorso due pagine intere magnificavano la saggezza di Luca Cordero di Montezemolo (nella foto), presentando la giornata romana promossa dalla sua associazione Italia Futura. Una parata di imprenditori, produttori, intellettuali. I banchieri non c’erano, perchè appunto la giornata era dedicata alla cultura. E tuttavia il loro Profumo nell’aria si sente.

LCDM non ha mai fatto mistero infatti della sua stima ed amicizia per l’ex numero di Unicredit, che mal ha digerito l’estromissione dalla guida del gruppo bancario ad opera, pare, di un nostro illustre concittadino, Fabrizio Palenzona. I bene informati parlano di una morsa a tenaglia che il gruppo editoriale che fa capo a De Benedetti starebbe preparando, a sostegno della discesa in campo di Luchino, e contro lo stesso Palenzona e una parte del Partito Democratico. Staremo a vedere.

Di sicuro un’altra stella del firmamento LCDM/Fiat è l’enfant prodige del giornalismo italico, Mario Calabresi. Attuale direttore de La Stampa, Calabresi è pronto, si dice, per una direzione di Tg Rai: la lobby vorrebbe RaiUno, che è pur sempre l’ammiraglia del Paese, e dove peraltro chiunque, dopo il Minzolini, non potrà che far bene. Ma potrebbe anche essere dirottato su RaiDue, mentre alla guida del quotidiano piemontese arriverebbe Gianni Riotta, già sponsor e guida spirituale del “cucciolo” Calabresi in anni lontani, e recentemente protagonista di una sciagurata esperienza al Sole 24 Ore. Ma chi l’ha detto che i manager vanno valutati in base ai risultati? Quel che conta da noi sono imprinting, odore, affiliazione. Il resto sono banalità da convention di marketing, o campagna elettorale.

Montezemolo premier, dunque. Certo, bisognerà passare attraverso il ritualistico passaggio delle urne, ma questi sono formalismi che, se ben impacchettati, si superano senza colpo ferire. Considerati anche i recenti salti “carpiati” di Tonino Di Pietro (fascista in gioventù, poi simbolo di Mani Pulite, quindi leader di un partito antisistema, ora pronto ad unirsi ad un’ampia coalizione centrista e moderata: unica costante, il rapporto “conflittuale” con la lingua italiana), è evidente che si profila una grande alleanza che cercherà di tagliar fuori, alle estreme, solo Lega e Vendola/Rifondaroli, con i due principali partiti della seconda repubblica, Pdl e Pd, opportunamente rimodellati e magari ribattezzati Grande Centro, a sostegno di un nome nuovo come LCDM.

Pazienza se Luca ha già 64 anni, ed è al potere (quello vero, mica il Parlamento e dintorni) da almeno 40…vogliamo stare a cercare il pelo nell’uovo, proprio mentre il Paese ha bisogno di una sferzata di entusiasmo, ottimismo e innovazione? L’unico ostacolo al progetto oggi si chiama Silvietto. LCDM in incontri privati lo ha confermato: “io sono pronto, però scendo in campo solo se lui passa la mano”. Ma ce lo vedete l’attuale premier scendere da cavallo volontariamente, per dedicarsi ad altro? E soprattutto, se la terza repubblica è quel che si sta annusando in questi giorni, tra inciuci, P4 e P5, c’è davvero tutta ‘sta fretta di liquidare la seconda? Non è che il progetto dei soliti noti alla fine è solo un bel cambio di etichetta, per propinarci la stessa sbobba avariata che ci spacciano per democrazia (governo del popolo) da una vita?

E soprattutto non staranno facendo i conti senza gli italiani, e il potere “salvifico” che sempre più il web sta mostrando, in termini di libera ed immediata circolazione delle informazioni, e smascheramento dei bluff?

Buona settimana a tutti.

Grigi: Casper, il presidente fantasma…

Parliamo un po’ dei Grigi? So che il tema non appassiona granchè buona parte dei lettori di questo blog, ma io ci provo lo stesso, perchè invece a mio avviso il calcio, anche ad Alessandria, è un bello specchio di una parte della nostra società, e pure dei suoi intrecci con la politica.

Allora: ieri sera ho chiacchierato con alcuni amici, non dico entusiasti, ma visibilmente soddisfatti per il salvataggio della squadra in extremis, ad opera di questo imprenditore “fantasma”, come lo ha opportunamente definito La Stampa.

Ma io, accidenti, da sempre sono convinto che i fantasmi non esistono, e da lì è partita la mia confutazione amichevole della tesi “siamo salvi”. Quel che ho capito è che, dopo un anno sportivamente straordinario e di agonia sul piano societario, e dopo aver archiviato il bluff di “Archimede” Mongarli, per settimane ci hanno parlato di una seria cordata di imprenditori milanesi interessati a rilevare la quota di maggioranza della società, al fianco di alcuni soci minori alessandrini.

Poi, dopo i soliti “tira e molla”, sul filo di lana la società è stata salvata dal fallimento con un organigramma completamente locale, per lo più di generosi prestanome, esplicitamente presentati come tali. Nel senso che, da quel che si capisce leggendo i giornali, sia il nuovo proprietario che il nuovo presidente dell’Alessandria calcio sarebbero lì pro tempore, fino a settembre, in attesa del materializzarsi dei veri azionisti, “che comunque hanno dato alle banche ampie garanzie, presentando il piano industriale”.

Io, che sono davvero ingenuo almeno su questo fronte, mi chiedo:

1) ma perchè qualcuno dovrebbe mettere sul piatto milioni di euro per salvare una squadra di calcio dal crack, e rimanere nell’ombra?

2) perchè imprenditori milanesi o genovesi dovrebbe investire cifre non banali nel calcio alessandrino, quando è assodato che una stagione in Prima Divisione genera, ad Alessandria, un passivo di almeno 1,5 milioni di euro?

Domande banali, ne converrete, alle quali peraltro anche i miei amici tifosi non hanno saputo rispondere: si sono limitati ad alzare le spalle, e a rispondermi: “per ora ci siamo ancora, a settembre vedremo”.

Ma ecco la politica, che da qualche parte come vedete spunta sempre fuori.

Sia il simpatico ed inadeguato “Boiardino” Veltroni, presidente per caso, sia la meteora “Archimede” Mongarli, specialista in offerte bluff (prima che ad Alessandria ci provò, con identico epilogo, a Torino e Parma) sono usciti dal cilindro della premiata ditta Fabbio Repetto, ultimamente a quanto pare un po’ in fase calante. Ossia un flop targato Pdl.

Dietro il salvataggio di questi giorni, invece, ci sarebbe la regia (esplicitamente dichiarata anche attraverso interviste) di Rita Rossa, assessore provinciale alla Cultura, in procinto di annunciare la propria candidatura ufficiale alla poltrona di sindaco di Palazzo Rosso. Peraltro, prima che dalle urne delle elezioni amministrative 2012, dovrà passare anche attraverso quelle delle primarie autunnali del centro sinistra.

Se i Grigi non hanno portato i libri contabili in tribunale, insomma, sarebbe grazie ad un’operazione a guida Pd. Già lo vedo però un mio amico peraltro elettore del centro sinistra, che scuote la testa e ci ricorda che è tutta fatica sprecata, perchè alla fine della fiera i Grigi di voti ne spostano davvero pochi.

C’è chi non la pensa così però, e io sono tra quelli: il calcio ad Alessandria non “pesa” magari a livello di immagine quanto il Milan per il Berlusca, ma la sua influenza sull’opinione pubblica ce l’ha. Specie se il centro sinistra dovesse riuscire a convincere Fabio Artico ad una militanza politica un po’ più “mediatica” nei prossimi 12 mesi (è noto che il nostro mitico bomber ha da sempre simpatie forti per la sinistra: un po’ alla Lucarelli, per chi è pratico di vicende livornesi).

Il punto è semmai, propprio perchè il calcio influenza anche la politica, stare attenti a non scottarsi. A me infatti questo imprenditore “ghost” lascia infatti fortissimi dubbi. Come dubbioso mi lascia il balletto di nomi sparati nel mucchio: “pare ci sia dietro Pellegrini, il vecchio presidente dell’Inter. Ma no, il regista è Palenzona, e i soldi li mette il gruppo Gavio. No, anzi, pare che la cordata sia guidata dal gruppo Malacalza“. Mah….e se il fantasma fosse davvero tale, cioè un ectoplasma evocato per scongiurare l’abisso, in attesa di tentare disperatamente di dargli corpo da qui all’autunno?

Lo scopriremo solo vivendo, e osservando gli eventi. Per ora lo scudetto del provincialismo spetta a quella didascalia sotto la foto pubblicata l’altro giorno da “un noto trisettimanale locale”. Diceva: Pinco Pallino, nipote dell’industriale Malacalza…..ma dai, come si fa?

Buona domenica a tutti, e davvero forza Grigi!

E se la Lega “silurasse” Fabbio?

E adesso Fabbio (nella foto) forse comincia a preoccuparsi, e a temere la pedalata in salita. Non tanto per il caso Caridi (che pure è stato gestito malamente, e senza un minimo di “fiuto”: un politico autorevole mi ha fatto notare che lo scorso week end, alla sagra del peperoncino calabro, di politici locali, a parte il sindaco, ce n’erano davvero pochini), ma perchè la Lega è sempre più insofferente.

E’ il bilancio preventivo 2011, più che la questione ‘ndragheta (sulla quale occorre essere prudenti, e non dar ascolto alle tante voci incontrollate che circolano in queste ore), il vero banco di prova della maggioranza di centro destra.

Entro fine mese il documento, ora all’esame della commissione Bilancio, dovrebbe arrivare al voto dell’aula. Come a dire che al consiglio verrebbe chiesto di ratificare (si presuppone nel corso dell’ennesima seduta fiume notturna, quando calano gli zuccheri, e i riflessi si appannano) decisioni prese altrove.

Ma a non essere d’accordo stavolta, oltre all’opposizione (che continua a contestare la legittimità anche del bilancio consuntivo 2010, che dovrebbe essere oggetto, non si sa bene quando, di verifica da parte della Corte dei Conti), sembrano essere i consiglieri del Carroccio.

La lite (vivace discussione?) di stamattina tra Davide Buzzi Langhi (Lega) e Mario Bocchio (PDL) pare emblematica di una tensione ormai non più latente, ma assolutamente manifesta. E, attenzione, poichè La Destra ha già dichiarato che è intenzionata a votare contro il bilancio 2011, se anche i leghisti decidessero di fare lo stesso, la maggioranza di Fabbio farebbe “puf”. Dissolta, consumata, corrosa da un progressivo logoramento di rapporti che, fino ad paio di anni fa, sembrava impossibile.

Ve la ricordate la lunghissima “luna di miele” del sindaco con gli alessandrini, forte di una maggioranza ampia e all’apparenza unita? Cosa è successo da allora? Tante cose, sicuramente. A cominciare da un cambiamento drastico dello scenario nazionale, che fa dire oggi ad un autorevole esponente regionale della Lega: “non so neppure cosa faremo a Roma, figuriamoci ad Alessandria: tutte le strade sono aperte”.

Non proprio tutte, in realtà. La posizione espressa dal capogruppo leghista a Palazzo Rosso Roberto Sarti (“Non consegneremo la città alla sinistra“)
fa supporre che nessuna alleanza sia oggi immaginabile fra Lega Nord e Pd. Ma al contempo appare davvero logoro il rapporto tra il Carroccio e Piercarlo Fabbio, tanto che non è a questo punto impossibile ipotizzare una Lega che, nel 2012, decida di correre da sola. Ma, partendo dai dati elettorali attuali, non sarebbe un suicidio politico e, questo sì, uno spianare la strada alla vittoria del centro sinistra? Per ora, naturalmente, siamo nella fantapolitica da fine settimana di una strana estate. Quasi senza sole, ma “al calor bianco” all’interno dei palazzi della nostra politica locale.