Palazzo Ghilini: dirigenti tutti indispensabili?

L’USB (Unione Sindacale di Base) non molla, e continua ad incalzare la Provincia di Alessandria sulla vicenda dei dirigenti e “para-dirigenti”, il cui numero sarebbe in sostanza sproporzionato rispetto alle esigenze effettive dell’Ente, e al modello di gestione di analoghe strutture pubbliche di altri territori.

Il combattivo Giovanni Maccarino denuncia addirittura che ci sarebbe stata una condotta antisindacale della Provincia, poichè sarebbe stata negata, sul tema, una riunione dei dipendenti di Palazzo Ghilini, “in assemblea retribuita”. A parte che su quel retribuita tanti cittadini comuni potrebbero avere parecchio da ridire (ma questo rientra nell’ampia riflessione su quante siano le ore effettive di lavoro, e non di semplice presenza in ufficio, di un dipendente pubblico, e non solo dei dirigenti), resta comunque la questione di fondo. In cui pare esserci del vero, in effetti.

Ho chiesto l’opinione di un amico, che fa da parecchi anni il dirigente in un’altra struttura pubblica fuori provincia, e che mi ha parlato di vera e propria anomalia. “Mi chiedo – ha commentato – cosa facciano i dirigenti della Provincia di Alessandria, considerato che le cosiddette posizioni organizzative, ossia i funzionari abilitati, firmano anche le delibere, al contrario di quanto succede altrove”. Non so rispondere naturalmente, e giro la domanda a voi, o a chi se ne intende.

La sostanza, mi pare di capire da profano, è che una “posizione organizzativa” percepisce un bonus annuale importante, che a livello di costi non ne fa un dirigente, ma poco meno. Ma il mio amico mi segnalava anche un’altra anomalia alessandrina: “sia in Provincia che in Comune, da voi, ci sono dirigenti che percepiscono retribuzioni molto più elevate della media regionale del settore. E tra l’altro non ho ancora capito come facciano, perchè esistono dei parametri di legge”. Anche qui, riporto un’opinione che non so confutare ne confermare, ma che vi assicuro venire da una fonte qualificata.

Cosa aggiungere, senza scadere nella mera invidia salariale? Solo che, prima di parlare di Italia al collasso, di tagli alla macchina pubblica, dal Parlamento in giù, se ne possono ancora fare, eccome. Ma sono tagli che nessuno, all’interno dell’ingranaggio, ha interesse a rendere davvero effettivi. E, sic stantibus rebus, anche il piccolo evasore fiscale del Bel Paese finisce col non apparire poi così cattivo: in fondo, può sempre sventolare, con qualche ragione, la bandiera della legittima difesa..

Il KGB a Palazzo Rosso? Ma dai…

“Hai saputo, il KGB si sta impossessando di Palazzo Rosso..”. Un amico mi dà di gomito virtualmente, e mi gira la lettera del consigliere Bocchio, pubblicata a parte, sulla visita della Guardia di Finanza negli uffici del ragioniere capo del Comune di Alessandria.

Bocchio è uno che non si tira mai indietro, quando c’è da fare delle figuracce. A me però è simpatico, e un altro commento amichevole dice: “almeno lui prende posizione, i suoi compagni di partito sono scomparsi, e l’opposizione fa il pesce in barile”.

Sì, va bene, parlando si dimostra di esistere. Ma poi? Insomma, davvero Bocchio (ma anche tutto il centro destra che ha approvato il bilancio 2010) pensava che una così forte discrepanza sui numeri (7 milioni e rotti di euro) potesse passare “in cavalleria” come semplice querelle politica? Quella sì che sarebbe stata l’ennesima pagliacciata, caro Mario.

Qui una delle due parti l’ha fatta fuori dal vaso, e stiamo parlando di soldi degli alessandrini, non del Pdl o del Pd. Per cui, chiunque abbia deciso di procedere con le verifiche ha tutto il nostro plauso di cittadini, e speriamo di sapere presto come stanno davvero le cose. Le eventuali conseguenze giudiziarie le lasciamo ovviamente a chi di competenza, mentre quelle politiche, sia che si stabilisca che è tutto regolare, sia che ci sono state “forzature” o peggio, spetteranno agli elettori, nel vicino 2012.

Intanto però non si può non rilevare nel tono della missiva di Bocchio un po’ lo stile del bimbo che protesta con il coetaneo perchè quell’altro è venuto meno ad un tacito patto, chiamando la mamma di fronte ad una presunta ingiustizia, invece di regolare i conti senza interferenze. Che è esattamente la sensazione da parco giochi per l’infanzia (non a caso quasi esclusivamente maschile) che si ha talora seguendo le sedute del consiglio comunale. Le bambine, più sagge, di solito han di meglio da fare che giocare alla politica.

Ps: nella foto un illustre esponente del KGB, che fece poi un carrierone.

Fabbio all’attacco dei revisori

Piercarlo Fabbio passa al contrattacco. Mentre la Guardia di Finanza fa visita a Palazzo Rosso, e l’opposizione lo invita a dimettersi, il sindaco di Alessandria replica diffondendo ai media (credo per la prima volta, oppure prima mi era sfuggito, e come a me a molti altri) la sua risposta ufficiale al Prefetto, datata 19 luglio, con cui replicò all’interrogazione parlamentare “dell’on. Renato Cambursano  ed altri”, dove gli altri è uno solo in realtà, ossia l’on novese del Pd Mario Lovelli.

Ebbene, Fabbio ci va giù durissimo, e attacca a tutto campo le valutazioni dei revisori dei conti del Comune in merito al documento di bilancio consuntivo 2010.

Secondo il primo cittadino di Alessandria: “il metodo adottato dai revisori dei conti è illegittimo, arbitrario, gravemente lacunoso”. Leggete da voi tutti i dettagli.

E’ evidente che qui qualcuno sta mentendo, e che trattandosi di numeri non dovrebbe essere impossibile stabilire chi ha ragione e chi torto, e quali sono le responsabilità. Politiche e non.

Certo un po’ inquieta, mentre il Comune di Alessandria attraversa un momento così delicato, vedere Fabbio impegnato a recitare favole dell’Ottocento in Cittadella, e a fare prove da direttore d’orchestra all’inaugurazione della fontana dell’Amag di Lorenzo il Magnifico (di cui parliamo un’altra volta, troppa la carne al fuoco in questi giorni).

Speriamo abbia ragione lui, naturalmente, e che tutto sia regolare. Ma crediamo anche che i cittadini/elettori abbiano diritto di sapere in un tempo ragionevole come stanno davvero le cose. Sarà così?

Grigi retrocessi, Palazzo Rosso quasi…

Ragazzi, che giornatina ieri…. Sembrava partita serena, e poi…in linea diretta con la redazione di AlessandriaNews, le notizie si accavallano: Grigi in C2, guardia di finanza a Palazzo Rosso. Ma è ufficiale? “Sì, certo le fiamme gialle stanno indagando sul bilancio del 2010″…”ma no, io dicevo la retrocessione della squadra di calcio, figurati..”.

Insomma, due mazzate: a pensarci bene però assolutamente attese.
O no?

Comunque sia, vediamole separatamente:

1) Mentre scrivo non è ancora ufficiale, ma altamente probabile: Grigi retrocessi per responsabilità diretta. Io aggiungerei pure per debolezza societaria, e di territorio. Non voglio fare il campanilista, o quello a cui le sentenze (qui solo sportive peraltro) vanno bene solo se favorevoli. Ma per come me l’hanno raccontata i miei amici calciofili qui si tratterebbe dell’ennesima boutade di quel “presidente per caso” di “boiardino” Veltroni, che neanche aveva i soldi per pagare gli stipendi e i pullman per le trasferte, figuriamoci per comprarsi illecitamente le partite. Benissimo fa la dirigenza di oggi a difendere la società, e a provare a porre dei distinguo, e speriamo che a qualcosa possano servire.

Veltroni è uno che, mentre faceva i suoi pasticciacci, neanche ad Alessandria si faceva più vedere, mi raccontano sempre gli appassionati. A volte invece compariva in trasferta, per farsi consegnare dalle altre società la quota di incasso che spettava all’Alessandria, e sparire.

Insomma, uno che a portarlo qui, e a presentarlo come il salvatore della patria solo un anno fa, c’è voluto un bel po’ di incoscienza, e forse di pelo sullo stomaco. Un’operazione che, agli occhi di un alessandrino come me, è peraltro assai meno grave della chiusura sine die del Teatro Comunale, per fare un esempio. Ma che invece costerà probabilmente al tandem Fabbio Repetto un conto assai più salato, in termini di consenso. Non vi racconto poi, perchè ho promesso di non farlo, quel che il più prestigioso dei calciatori Grigi di oggi mi ha raccontato, a taccuino chiuso, su “Archimede” Mongarli, altra splendida invenzione/proposta della premiata ditta di cui sopra…

2) Fiamme Gialle a Palazzo Rosso: della battaglia sul bilancio consuntivo 2010, delle tante perplessità dei revisori dei conti e delle contestazioni puntuali dell’opposizione abbiamo scritto più volte, basta “ravananare” un po’ nell’archivio. Inutile ripetersi. Immagino che le ispezioni di ieri siano un atto dovuto, per verificare e approfondire se e cosa c’è stato di anomalo, ed eventualmente di illecito. Impossibile non rilevare (senza alcun accanimento, credetemi) che anche qui il cerchio si stringe attorno al sindaco Fabbio, e all’operato della sua giunta. Se penso all’entusiasmo con cui fu eletto, alla lunga luna di miele con gli alessandrini, e guardo alla dèbacle di oggi su tanti fronti diversi, mi sembra passato un secolo, non pochissimi anni.
L’altro giorno, chiacchierando con il solito amico assai arguto, si conveniva in effetti che, a questo punto, per resuscitare il centro destra alessandrino ci vorrebbe un mezzo miracolo. Uno di quelli di cui solo il centro sinistra è capace, per intenderci…

Dal passo dell’oca a quello del gambero?

Rifacciamo AN, ma senza Fini. Questo, in sostanza, quel che mi sembra sostenere Mario Bocchio, consigliere comunale del Pdl alessandrino, che naturalmente (come Botta, Bonadeo,Locci, Sciaudone, Tortorici e altri esponenti locali del centro destra) arriva da Alleanza Nazionale, e prima ancora dal Movimento Sociale.

Il tutto nasce, mi pare di capire, da un progetto di Alemanno (già leader della Destra sociale), sempre più a disagio nei panni di alleato di Berlusconi, ma soprattutto di Bossi, se avete presente una serie di prese di posizione del sindaco di Roma di fronte a diverse iniziative leghiste. La farsa dei ministeri a Monza, per citarne una recente. Ma anche diverse altre in precedenza. Insomma,  Bocchio dice: la vera destra siamo noi, altro che Fini che non si capisce più cosa sia, e comunque è bollito.

Segue il solito pistolotto che non si vuole creare una corrente: tipico di chiunque, appunto, una corrente sta invece pensando di creare. Ma la domanda è: corrente di che? Dentro cosa? Dentro il Pdl berlusconiano, come puoi pensare di inserirci senza far ridere i polli “una destra che parli di onestà, senso dello Stato, giustizia sociale, elezione diretta di chi governa”? E poi, non è forse il caso, anzichè guardare indietro in cerca di vecchi amici e certezze (tentazione pure comprensibile, in fasi di instabilità e paura come l’attuale), di inventarsi nuovi percorsi, e un’Italia davvero nuova?

Tutti in coda per l’esenzione

Non entro nel merito dei recenti tagli alla Sanità, anche se taglio è termine improprio. Non mi pare infatti che qui taglino sprechi, consulenze, prebende occulte, ma che semplicemente impongano dei ticket ai cittadini. Naturalmente anche su questo fronte ci sono degli abusi: a cominciare dal fatto che, in un Paese fondato sull’evasione fiscale, utilizzare il reddito dichiarato come unico parametro diventa una farsa.

Ma, appunto, voglio qui attirare l’attenzione solo su un aspetto  particolare: l’ottusità della nostra burocrazia. E’ mai possibile che nel 2011, dopo aver per almeno un decennio scritto, parlato e straparlato di sanità digitale, di informatizzazione di tutti gli enti, a cominciare dall’agenzia delle entrate, si chieda ai cittadini più anziani, spesso deboli e malati, di mettersi in coda come dei questuanti per rinnovare un pezzo di carta, quello per l’esenzione del ticket per visite specialistiche, pronto soccorso ecc?

Qualcuno, a cominciare naturalmente dai responsabili locali della richiesta, potrebbe spiegarci perchè mai, mentre la situazione ticket sui farmaci è “congelata” fino al 31 dicembre (a quel punto vedremo che governo ci sarà), qui esiste questa esigenza di mettere in fila i vecchietti alessandrini con in mano le loro belle fotocopie di carta di identità e tesserino sanitario? Cosa se ne faranno mai di tutta questa cartaccia, secondo voi? Non li hanno già questi dati? Non bastava dire che chi non ne ha più diritto deve farsi avanti, pena multe serie? Troppo facile dite voi? Sarà……buona coda a tutti!

Nel retro della farmacia

Immagino che diversi di voi, come me, stiano seguendo con interesse la vicenda legata alla proprietà di Farm.Al, la società che controlla le 6 ex farmacie comunali alessandrine, e che è per il 20% soltanto del Comune, e per il resto in mano a soci privati. Ma quali? Vi rimando, per non fare un riassunto deficitario e sommario, e per non usurpare un’indagine altrui, agli articoli di Andrea Guenna che, da una settimana a questa parte, ci dà dentro, con determinazione.

Personalmente, sto cercando di sentire anche “L’altra campana”. per capire se di vero mistero si tratta, o di eccesso di zelo, e teoria del complotto. Certo, al posto dell’assessore Vandone, o della (ex?) Numero uno qui da noi cercherei di mettere subito le cose in chiaro, con trasparenza. Altrimenti, si sa come sono certi meccanismi…..