Manovra d’agosto addio?

Cosa resterà fra qualche giorno della manovra di Ferragosto del governo Berlusconi? La mia impressione è: ben poco, e senza una progettualità che non sia il semplice tirare a campare. Un bel punticino in più di Iva, magari un aumento su benzina e sigarette che fa tanto amarcord, e poi i balzelli già stabiliti sugli interessi da rendita finanziaria e sulla gestione delle stesse.

In fin dei conti, a pagare saremo sempre noi che non evadiamo un euro, e che siamo a disposizione di tutti i governi, per qualsiasi “tosatura”. Ma che, diciamocelo, fino a qualche settimana fa temevamo “in toto” per i nostri risparmi, e quindi ce la faremo andar bene anche stavolta, magari riducendo un altro po’ i consumi.

Certo, lotta all’evasione a parte (dolce chimera), ci sarebbero anche i famosi tagli alla macchina pubblica. Ora tutti sulla carta sono d’accordo: salviamo i piccoli comuni, ma dimezziamo il numero di parlamentari, ed eliminiamo in toto le province. Sì, ma da quando? Eh, calma ragazzi: serve  adeguato iter parlamentare, riformare la Costituzione non è mica un gioco. Diciamo che il dibattito è aperto, ma la legislatura volge al termine, e toccherà alla prossima occuparsene. Scommettiamo?

Intanto ad ognuno la sua protesta: oggi i sindaci lombardi in piazza a Milano, sotto il Pirellone, contro i tagli agli enti locali. Capo della contestazione il sindaco leghista di Varese Attilio Fontana, che dall’altra parte della barricata ha come interlocutore il ministro della Semplificazione Normativa, ossia il compagno di partito Roberto Calderoli. Com’è italiana la Padania, neanche troppo sotto sotto…vero?

Il 6 in piazza ci andrà poi (ma da qui a là..vedremo) la Cgil, per accendere i riflettori su alcuni fra i più pesanti effetti della manovra, anche se meno “strombazzati”. Ossia le conseguenze che i tagli governativi su sanità e servizi sociali avranno sulle famiglie più deboli, e quel quasi sottaciuto punto 8 che, di fatto, stabilisce l’addio all’articolo 18. Per i fortunati che ancora ne beneficiano, naturalmente. Gli altri in balìa del mercato ci sono già, ma la strada di cancellare i diritti a tutti, anzichè cercare di estenderli, mi sembra davvero il ritorno alla barbarìe.

Ma a tanti italiani sapete di tutto ciò cosa importa? Che se qualcuno qui non prende decisioni serie a tutela dei calciatori professionisti “fuori rosa”, il prossimo week end rischia di non partire il campionato. Milioni di italiani nel panico costretti a pranzi in famiglia, con la tv spenta. Una tragedia, e un’ingiustizia, a cui speriamo che in settimana si possa ancora porre rimedio.

E l’Unione Europea, direte voi….chi scusate? Ah sì, l’euro, la banca centrale, l’Italia sotto tutela, quelle cose lì. Avete ragione ma…non era solo un allarme vacanziero? Non si sono accontentati di far lavorare Silvio, Giulio e galoppini vari anche intorno a Ferragosto? Oh bella, mica quelli lì vorranno tornare a controllare cosa davvero si è fatto, e non si è fatto..no?

Direi che ci sta proprio bene una citazione musicale d’antan. Nel 1980 Stefano Rosso aveva già capito tutto, e profetizzava cantando L’Italiano: .”Confesso è vero ma non è finita/prossima vittima è l’Europa unita“.

Buon inizio settimana a tutti.

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