Sparta, Atene e…Alessandria

Alè, si riparte. Siete pronti per la ripresa della vita politica cittadina? Cosa ci dobbiamo aspettare secondo voi dalle prossime settimane? Leggo che a Palazzo Rosso sono ricominciati i lavori  delle commissioni, e immagino che ai primi di settembre tornerà a riunirsi anche il consiglio comunale (per il momento sul sito dell’ente non è ancora segnalata la prossima convocazione).

Ma dove eravamo rimasti? Allora, in ordine sparso: giunta di centro destra alle prese con le Fiamme Gialle, contestazioni in merito alla privatizzazione delle farmacie, i vari galletti del centro sinistra a becchettarsi tra loro su primarie e dintorni, in attesa della discesa in campo della candidata forte…e qui abbandono rapidissimo la metafora del pollaio, perchè a cominciare a parlare di galline e faraone c’è il rischio poi che qualcuno si offenda, e davvero non è mia intenzione.

Certo il classicissimo “se Atene piange Sparta non ride” qui calza a pennello. Mentre improbabili statistiche provano a trasformare una realtà locale fatta di lavoro precario, instabile e sottopagato in un’oasi di quasi piena occupazione, aspettarsi uno slancio, uno scatto di reni da parte della nostra classe politica sarebbe bello, certo, ma appare assai irrealistico.

Il centro destra ad Alessandria non solo non ha mai avuto un progetto comune e condiviso, ma basterebbe sentire cosa davvero ognuno di loro pensa e dice degli altri in privato (soprattutto all’interno del Pdl), per capire che in una famiglia così l’unica soluzione è dormire con il coltello sotto il cuscino: un occhio aperto e l’altro spalancato.

Dall’altra parte, però, c’è più o meno il solito caravanserraglio. E quello che dovrebbe, almeno numericamente, presentarsi come il baricentro di qualsiasi alternativa, ossia il Pd, mi pare alle prese con questioni così enormi, a livello nazionale, che aspettarsi una riscossa da una periferia tradizionalmente debole come quella alessandrina forse è davvero troppo.

A me ultimamente incuriosisce, sul fronte del centro sinistra, un non alessandrino, naturalmente. Mi riferisco a Germano Marubbi, assessore novese al Bilancio di cui potete leggere l’intervista su AlessandriaNews, frutto di una lunga chiacchierata, su questioni generazionali e non solo, che non sto naturalmente qui ad anticiparvi.

Vi invito però a dare un’occhiata anche al blog di Marubbi, perchè saltano fuori spesso idee non banali, e la capacità, vivaddio, di pensare e scrivere come un normale cittadino di sinistra, e non come un burocrate di partito. E ieri, con quell’accostamento tra Penati e Chiesa, se permettete non ha detto poco. E ha buttato lì un retro pensiero su questa storiaccia di Penati che in realtà credo sia venuto a tanti, tra coloro che comunque, pur turandosi il naso, in questi anni hanno votato, se non proprio a favore del Pd, comunque
contro Berlusconi, e il letamaio etico culturale che rappresentava e rappresenta.

Ma se dall’altra parte, appunto, quasi vent’anni dopo siamo ancora e di nuovo ai mariuoli (e ai Greganti, parliamoci chiaro), allora davvero il rischio è che la parte più consapevole della popolazione, a sinistra come a destra, si tiri fuori dai giochi. E sarebbe un ulteriore passo verso la barbarie.

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Una risposta a "Sparta, Atene e…Alessandria"

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