Palazzo Rosso, conti ballerini?

Dalla fantasia al potere, alla fantasia nei bilanci, si direbbe. Osservo, forzatamente un po’ di corsa la sera, la situazione cittadina, e di Palazzo Rosso in particolare, constatando che:

– mentre il consiglio comunale discute il riequilibrio di bilancio, la commissione omonima è alle prese con forfait e incertezze dei revisori dei conti, che si suppone abbiano i loro bei motivi. Quali?

– Aristor e ATM minacciano per i prossimi giorni presidi e scioperi, poichè è voce ricorrente che gli stipendi, per i dipendenti di entrambe le strutture, siano a rischio.

– non si ha notizia della riassunzione dei 9 precari congedati a fine luglio dal TRA, con promessa da parte del sindaco Fabbio di loro reinserimento settembrino altrove (Aspal?)

– i Grigi sono in stato confusionale, e “fermi sulle gambe”, come si dice in gergo.

Quest’ultimo, purtroppo, rischia di essere l’unico vero elemento di “sommossa” popolare.

 

Accade oggi in città

Se oggi fossi alessandrino, anzichè in trasferta per lavoro a Milano, ci sono almeno due eventi che non vorrei perdermi. Anzi forse tre.

Il primo è la conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale cittadina, che in realtà, per la presenza di così tanti papaveri, è evidente che sarà anche altro.
La vicenda è stata sintetizzata ancora ieri dai colleghi di AlessandriaNews: sul tappeto c’è l’agognata riapertura del Comunale, chiuso da un anno per la vicenda amianto, con un’indagine in corso della magistratura (ma perchè i tempi della giustizia italiana devono essere sempre così terribilmente lunghi?). E c’è pure la questione di 9 persone che a fine luglio sono rimaste senza lavoro, e con la promessa di una riassunzione (all’Aspal?), e che da allora attendono notizie, con comprensibile apprensione.

Cosa sarà annunciato oggi? Quale coniglio uscirà dal cilindro del sindaco, o meglio dal suo entourage? Lo scoprirete prima di me, che ne prenderò atto a tarda sera, temo.

Il secondo è la presentazione ufficiale della candidatura di Corrado Parise alle primarie del centro sinistra. Anche se lui, che è uno che le parole le sa usare, nel comunicato stampa e nel suo sito nuovo nuovo si definisce “candidato a Sindaco per la Città di Alessandria”. Che è una cosa un po’ diversa, no?

Vedremo: se si candida Parise lo fa sicuramente convinto di avere buone carte da giocare. Rimango convinto che Rita Rossa sia la favorita da battere, ma francamente non so misurare quale tipo di mobilitazione le primarie del 13 novembre sapranno generare in città, al di là dei (pochi) iscritti reali ai partiti del centro sinistra cittadino. E neanche ho ancora capito se salterà fuori, da qui al 15 ottobre, qualche altro candidato.

Terzo appuntamento, decisamente più di svago, è lo spettacolo di David Riondino a Palazzo Borsalino, nell’ambito delle manifestazioni sui 150 anni dall’Unità d’Italia. Dopo averlo maltrattato giusto ieri, Andrea ed io come minimo gli offriremmo da bere. Sarà per il prossimo giro.

E. G.

Se i soldi sono pochi (e nostri) almeno non sprecateli…

Un articolo pubblicato ieri su AlessandriaNews mi ha lasciato un po’ interdetto, tant’è che me lo sono riletto un paio di volte. Dal 9 all’11 settembre il Comune di Alessandria ha speso 115 mila euro per organizzare un meeting in Cittadella, si legge nel pezzo. L’iniziativa era dedicata alle opere di pace internazionali, e al ruolo del nostro esercito. E pare tra l’altro abbiano partecipato tanti addetti ai lavori militari, ma civili e curiosi molti meno. Il che peraltro è marginale: a volte iniziative meritorie sono un flop di pubblico, ma hanno comunque il merito di accendere i riflettori su un tema rilevante. E questo certamente lo è.

Però, scusatemi: il Comune di Alessandria non è lo stesso ente che paga in stra ritardo i fornitori grandi e piccoli, e che tiene le cooperative sociali “a stecchetto”? Non è debitore, fra i tanti, anche col Cissaca e l’Atm, e alle prese con la vendita di immobili e altri asset per “fare cassa”? Ma, soprattutto, i debiti del Comune non sono in fin dei conti debiti nostri, che prima o poi dovremo ripianarli? Vedrete, fin dal 2012, in cosa si tradurrà il famoso federalismo fiscale: nuova possibilità impositiva da parte dei sindaci, in termini fiscali, ho letto.

Allora, considerato che comunque chi amministrerà la città nel 2012 metterà mano all’addizionale Irpef o ad altre diavolerie, voi non preferireste sapere che i vostri soldi servono per pagare l’assistenza ad anziani indigenti o a malati e handicappati, anzichè ad organizzare convegni, a pagare consulenti strategici, e ad ingaggiare star del livello di Giusy Ferreri pagandola come fosse Vasco Rossi?

Io sì, francamente. E mi auguro che i candidati sindaci, di destra e di sinistra, in campagna elettorale siano chiari su questi aspetti. Voliamo bassi, ma con trasparenza. E precisiamo quali saranno le priorità di spesa che si intendono affrontare con i soldi dei contribuenti. Grazie.

Addio piacendo. E a Cielle?

La prima pagina del Manifesto di oggi sembra tornare agli antichi splendori del piccolo, glorioso e ultimamente un po’ appannato quotidiano comunista.

Quel titolo vale un editoriale, e anche qualcosa di più. Su La Stampa, poi, chapeau e premio “unghie che scivolano sui vetri” al ciellino Maurizio Lupi, uno con cui non condivido nulla politicamente, ma che bravo è bravo. E si salva in corner con una sintesi ineccepibile: “per i peccati ci giudicherà Dio, per i reati la magistratura, per la politica gli elettori”. Lupi ultimo samurai? Sicuramente, in questo crepuscolo del berlusconismo, il solco tra lui e Formigoni è sempre più ampio. Soltanto sabato scorso il presidente della Regione Lombardia, ormai ribelle e insofferente, parlava apertamente di primarie a gennaio e elezioni in primavera.

Uh Signùr, vuoi vedere che qui mi spacca in due anche Cielle?

Te la do io la skyline

Non so se ci avete fatto caso, ma il sindaco Fabbio si è innamorato della parola skyline, e la pronuncia ad ogni piè sospinto. Poichè noi alessandrini abbiamo mediamente più dimestichezza con il dialetto che con l’inglese, e tutto sommato non ce ne vergogniamo neppure troppo, vale la pena ricordate che il termine skyline (letteralmente linea del cielo, come ricorda wikipedia, o wikipiki secondo la dizione dell’on. Grassano, ex presidente del consiglio comunale) è “il profilo delineato contro il cielo dal panorama complessivo degli edifici di una città”.

Ecco. Allora sta benedetta skyline alessandrina dovrebbe presto essere stravolta (in meglio, si intende) dal “mitico” ponte Meier“, e dal “Palazzo dell’edilizia“, all’altezza del platano di Napoleone, all’uscita della città prima del ponte sulla Bormida. Pare che domenica ci sia stato tra l’altro un passaggio in città del progettista, l’archistar Daniel Libeskind, immagino per un sopralluogo. Non so, a dire il vero, se saremo tutti in grado di apprezzare la qualità del progetto: l’altra sera passavo di lì con un amico, e gli ho segnalato la partenza dei primi lavori. Ebbene, il tapino, assolutamente disinformato dell’esistenza stessa di mister Libeskind, sapete come ha avuto il coraggio di commentare? “Beh, già che c’erano potevano fare una piattaforma galleggiante sul fiume…”.
Ma si può, dico io? Un primo cittadino avanti vent’anni che disegna skyline con il pensiero, e cittadini indegni che neppure mostrano di gradire, e lo smontano con queste battutacce. Dura vita, quella del sindaco di Alessandria, signori miei….

Ma soprattutto c’è (meglio: ci sarà, prima o poi) il ponte Meier. Capolavoro di ingegneria idraulica e di architettura, “il ponte sarà in acciaio; si costruiranno le ‘spalle’ da una parte e dall’altra mentre l’infrastruttura vera e propria sarà realizzata in officina, poi portata in loco e montata. Quello che si vedrà qui sarà lo spettacolare montaggio dell’arco che avverrà con due grandissime strutture che piano piano lo faranno combaciare al centro del fiume”.

Bene. Siamo certi che, aldilà dei due anni di attesa, e di alcuni slogan un po’ frettolosi tipo “la prima pietra” (mesi addietro, con minaccioso sasso in una mano), oppure “23 settembre: pronti, partenza..via con i lavori!”, alla fine il ponte sorgerà davvero, e sarà davvero, come prevede il sindaco Fabbio, “orgoglio e vanto di tutti gli alessandrini”. Anche di quelli che, come noi, magari si sarebbero accontentati, all’abbattimento del Cittadella, di una assai più economica passerella ciclopedonale. Del tutto incuranti, in effetti, della skyline della città.

Mancavano solo le pesche

Embè…quando si dice partire coi favori del pronostico, ma soprattutto con le giuste benedizioni.
La foto qui a fianco, scusatemi, la dice lunga.
Sabato, a Volpedo, Giulianone Pisapia, nuovo talismano portafortuna del centro sinistra unito e vincente, nonchè naturalmente sindaco di Milano, ha portato la sua benedizione alla candidata sindaco di Alessandria Rita Rossa.

Naturalmente lei era lì come vice presidente della Provincia, in veste istituzionale (certo che Filippi ormai deve averne di tempo libero, che dite? Non lo si vede praticamente più in giro), eccetera eccetera. Ma insomma è evidente a tutti che il centro sinistra alessandrino ha una candidato forte, e che chiunque la sfidi alle primarie è destinato a fare da comparsa, con tutto questo ambaradan di mobilitazione.

Ma permettetemi di restare sull’iconografia, che merita. Rita e Giuliano, al centro, sono entrambi sorridenti, ed emanano serenità. Al loro fianco, con fascia tricolore, c’è il padrone di casa, il mitico Giancarlo Caldone. Sindaco di Volpedo e assessore provinciale, Caldone è di una simpatica per me irresistibile. Fisicamente sempre più simile a Boss Hogg (il governatore di Hazzard nella fiction tv anni Ottanta con i due fratelli Bo e Luke Duke, ricordate?), l’amministratore tortonese ha mostrato al primo cittadino meneghino lo studio del grande Pellizza, e gli angoli del paese in cui il pittore concepì e produsse le sue opere migliori.

E infatti le meravigliose sorti, e progressive, sono pienamente evocate, sullo sfondo alle spalle dei politici presenti, dal quadro militante per eccellenza, una sorta di Manifesto di Marx su tela. Ossia Il quarto Stato. Ma, attenzione, basta spostare l’occhio verso sinistra ed ecco che la figura del consigliere regionale del Pd Rocchino Muliere completa e bilancia il messaggio iconografico, con il Partito ben presente, regista attento anche se, formalmente, un passo indietro rispetto ai protagonisti.

Insomma, altro che editoriale di Galli della Loggia o Paolo Mieli: questa foto è perfetta, dice tutto, e in maniera bilanciata. Chapeau a chi l’ha scattata.

“Beh, peccato che non è stagione di pesche. Chissà cos’hanno regalato a Pisapia: magari qualche buon salame della zona”, ha subito commentato con pragmatismo una mia amica, appena mi ha visto partire per la tangente nell’analisi simbolica dell’evento. Lo so, saggezza femminile…..e allora beccatevi per intero il comunicato stampa qui sotto, e buona settimana a tutti.


Giuliano Pisapia a Volpedo

La Vicepresidente, Maria Rita Rossa, della Provincia di Alessandria invitata dal Sindaco di Volpedo, Giancarlo Caldone, ha ricevuto sabato 24 settembre a Volpedo, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
Giuliano Pisapia era un anno che mancava da Volpedo, quando annunciò la sua candidatura alle primarie, ora è tornato da Sindaco di Milano nelle terre di Pellizza.
La Vicepresidente della Provincia, Maria Rita Rossa, ha avuto l’occasione,nel dargli il benvenuto, di sottolineare il bisogno di attualizzare gli ideali di giustizia, solidarietà ed equità raccontati con l’arte proprio
da Pellizza da Volpedo  alla luce delle sfide contemporanee.
Come Pellizza nella sua opera diede voce ai diritti e al bisogno di dignità di tanti uomini e tante donne, oggi c’è bisogno di un’attenzione alla partecipazione democratica e alla trasparenza per salvaguardare un patrimonio di principi e di valori spesso messi in discussione.
Dal grande entusiasmo che Milano ha vissuto con l’elezione di Giuliano Pisapia può nascere l’occasione per creare un laboratorio di idee e di confronto per far vivere anche nell’amministrare il bene comune, quei valori non solo per dare più dignità al presente ma soprattutto per il
futuro.
Giuliano Pisapia nel visitare la casa e lo studio e la mostra multimediale di Pellizza ha raccontato come la percezione della possibilità di vincere le elezioni venisse proprio dal bisogno di partecipazione e dal bisogno di condivisione che i cittadini esprimevano e ha dichiarato che  un modo per restituire Pellizza ai cittadini è riportare il “Quarto Stato” a Palazzo Marino a Milano.

A.A.A. pillola tv cercasi

Purtroppo me lo sono perso. Più di un amico in questi giorni mi ha segnalato che l’on. Grassano (nella foto) è tornato ad esternare ai microfoni del Tg3, dando un ulteriore sfoggio della propria modestia, in questo mondo pieno di personaggi che invece esagerano, si atteggiano, vorrebbero apparire più di quel che sono.

Lui no: sa di avere dei limiti, e mette saggiamente le mani avanti se gli pongono quesiti troppo impegnativi. Poichè però non riesco a recuperare il frammento televisivo di cui mi hanno parlato, proviamo con un giochino interattivo, vi va? Ossia vince (vincitore morale della settimana, si intende) chi per primo segnala il link a cui gustarci la performance del nostro parlamentare più rappresentativo (non ce ne vogliano gli altri, ma è così: da quando c’è lui in pista, non ce n’è più per nessuno…).

Buon week end a tutti.

E. G.