Da Roma a Novi, voglia di grande centro?

Quel che sta succedendo a livello nazionale lo avrete certamente letto anche voi.  Grandi manovre di primavera, nella prospettiva di elezioni politiche previste tra un anno, ma alle quali è opportuno prepararsi per tempo.

In tanti sono pronti a scommettere che lo scenario attuale sia destinato a cambiare enormemente. Innanzitutto perché la crisi, checché ne dicano gli ottimisti un po’ “pelosi”, è tutt’altro che finita, anzi sta cominciando a mostrare solo ora i suoi effetti, e potrebbe travolgere il governo tecnico (che poi è politico quanto e più di quelli che lo hanno preceduto, è evidente: ma ormai si campa di slogan mistificatori) anche tra qualche mese.

Ma, soprattutto, perché la politica vuole al più presto recuperare la centralità formale e sostanziale che le compete, e scalpita per riorganizzarsi.

Il Pdl, in particolare, è secondo molti destinato a “squagliarsi” nel giro di pochi mesi, soprattutto se  in occasione della tornata elettorale amministrativa di primavera le campane dovessero suonare “a morto” un po’ ovunque.

Se così sarà, ci ritroveremo a fare i conti con una nuova Forza Italia, e una nuova Alleanza Nazionale? Non proprio, perché nell’affoffata zona “centrista” del nostro panorama politico sembra si stia ragionando di un nuovo soggetto politico, capace di “sommare” l’area liberal di Forza Italia e quella del Pd (da Berlusconi a Veltroni, insomma), passando per Casini e Rutelli. E Fini? Fini pare improbabile possa condividere un simile progetto, di nuovo con, e forse subalterno, al Cavaliere. Più plausibile invece pensare che ci possa essere un riavvicinamento alla sua matrice di partenza, la galassia di An insomma. E chi sarebbe il leader di questo nuovo grande centro? Monti, Passera, un redivivo Montezemolo? Lo vedremo, se mai il progetto maturerà.
Lo scenario politico, naturalmente, si completerebbe con una posizione autonoma ma anche isolata della Lega Nord, e con uno schieramento di forze e sigle di sinistra a leadership vendoliana. Senza trascurare la possibilità di ulteriore crescita del Movimento 5 Stelle, che potrebbe intercettare in buona parte l’elettorato di un’Italia dei Valori sempre più in affanno, non solo a casa nostra.

Fantapolitica? Forse, ma intanto in queste settimane se ne parla. Subordinando il tutto, naturalmente, ad una riforma della legge elettorale che possa consentire a questo panorama di forze di garantirsi una reale rappresentanza in Parlamento. Da cui nessuno può permettersi di star fuori a lungo, senza veder scemare forza, consenso ed identità.

Naturalmente solo a partire da giugno, dopo le elezioni amministrative, potremo capire se davvero esiste lo spazio per una simile riorganizzazione del quadro politico.

Qualcosa però, intanto, già si muove anche da noi. Non ad Alessandria (alle prese con emergenze di ben altra natura), ma in quel di Novi. Dove da un lato il Pd (che da quelle parti è rimasto almeno in parte il Partitone, e non la robetta scipita a cui siamo abituati nel capoluogo) perde pezzi per strada. Dall’altro un esperto “tessitore” come il senatore Chessa sta lavorando ad un progetto, “Novisiamo”, che per ora è un’associazione, ma potrebbe ben presto diventare qualcosa di diverso, in relazione sia all’evoluzione dello scenario nazionale, sia alle elezioni comunali cittadine del 2014.

Per ora a “Novisiamo” hanno aderito esponenti del mondo politico locale di diversa matrice, “al di fuori di schematismi di parte che consideriamo largamente superati”. In realtà i nomi dei fondatori dell’associazione hanno in comune percorsi anti Partitone, e si richiamano all’esperienza locale del  pentapartito del 1985-1990. Un archetipo che la dice lunga anche sull’età media del comitato promotore.
Alcuni nomi (non necessariamente noti a noi alessandrini), oltre al già citato Gianfranco Chessa? Piero Vernetti, Osvaldo Repetti, Costanzo Cuccuru, Luigi Cavanna, Alberto Masoero, Gabriella Depetro, Francesco Giannattasio, Fabrizio Scarsi, Dario Ubaldeschi.
A cui, si dice, potrebbero presto aggiungersi altri esponenti in uscita dal Pd. Sempre naturalmente in attesa di capire cosa succederà a Roma nei prossimi mesi.

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