Ma gli alessandrini che ne pensano?

Ogni giorno una novità, per non annoiarci. Ieri il sindaco Fabbio ha chiesto di rinviare “a data da destinarsi” la commissione Bilancio che era prevista stamattina per discutere della vicenda dissesto-Corte dei Conti, “perché riteniamo che siano necessari ulteriori confronti con tecnici ed esperti”.

A questo punto il primo cittadino parteciperà al consiglio comunale, già boicottato la settimana scorsa? Lo scopriremo stasera, e verificheremo quale sarà l’atteggiamento dell’opposizione di centro sinistra, ma anche della Lega Nord.
Sono maturi i tempi per una mozione di sfiducia unitaria? Cosa altro può succedere, e Fabbio sta soltanto cercando di guadagnare tempo, o davvero crede che tecnici ed esperti possano offirgli altre vie d’uscita, fino ad oggi non praticate?

Di certo il timer procede impietoso, e la maggioranza dovrà, in tempi rapidi, chiarire se intende apportare ulteriori modifiche ai conti dell’ente, prima della scadenza fissata per il 21 marzo. Ma quali? Francamente, se non si è provveduto finora, appare difficile immaginare nuove soluzioni, efficaci e risolutive.
Sarà dunque dissesto, a cui affiancare pietosamente  il tranquillante participio passato “guidato”? Come se potesse esistere un dissesto abbandonato a se stesso, poi…..

Fabbio comunque è eccezionale. L’altro giorno ha dichiarato, ai microfoni di Radiogold: “si tratta di una vicenda che si protrarrà nel tempo. Quindi per essere affrontata ha bisogno della nostra professionalità e esperienza, noi che l’abbiamo già seguita”.

Capito vero? Noi che l’abbiamo creata forse sarebbe stato più appropriato, ma non stiamo ad arrampicarci sulle parole. La sostanza è che chi ha generato il dissesto si propone di gestirlo. Che poi, magari con motivazioni un po’ diverse (“tu hai fatto il danno, e ora tu rimedi”), è la conclusione a cui è arrivato anche il Pdl, dando semaforo verde alla ricandidatura dell’attuale sindaco.

Osserveremo comunque gli eventi, per scoprire le tappe successive sul fronte bilanci.

L’incognita maggiore (dando per scontato che non arrivino impedimenti di legge alla ricandidatura di Fabbio, e degli altri amministratori di centro destra) rimangono certamente gli alessandrini. Quanto hanno seguito a fondo la vicenda, e quanto ne hanno compreso i risvolti concreti per la città, e per le loro tasche?

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