Terzo Valico: chi lo vuole davvero?

Per il nostro territorio l’evento di gran lunga più importante della settimana che sta cominciando, per come la vedo io, non è l’elezione dei sindaci di Alessandria o Acqui Terme, ma la mobilitazione popolare anti Terzo Valico, che culminerà nella manifestazione prevista ad Arquata per sabato. “Grande e pacifica”, garantiscono i promotori, e non ho dubbi che sarà così.

Basta guardarlo e ascoltarlo, questo popolo della protesta su scala alessandrina, per capire quanto sia costituito da persone comuni, cittadini che non ci stanno a subire le conseguenze di un mega progetto destinato ad avere un impatto devastante (o che comunque nessuno sa a quanto pare ben quantificare a priori) sul nostro territorio. Natura certamente devastata, falde acquifere a rischio, amianto “no, sì, beh, forse, vedremo…”.

La questione delle “compensazioni”, poi, è francamente poco credibile: qualche rotonda in più a chi interessa, e che effettiva utilità potrà avere, rispetto allo scenario che si prospetta?

Non sono pochi gli amministratori locali che manifestano perplessità rispetto al Terzo Valico, almeno così come è stato progettato. Tra questi anche l’assessore provinciale del Pd Maria Grazia Morando (arquatese, anzi di Rigoroso), nel corso di una recente intervista.

Tanto di cappello poi al sindaco di Arquata, Paolo Spineto, che ha già annunciato la propria partecipazione privata alla manifestazione di sabato, mentre in questi giorni il consiglio comunale dovrebbe votare un documento sul tema, si spera all’unanimità.

Le comunità locali lamentano di non essere state minimamente ascoltate dal Cociv, e sottolineano che, rispetto al documento definitivo del 2005, si sono verificati non pochi cambiamenti, di ogni genere, per cui un aggiornamento, prima di partire con le ruspe, sarebbe quanto meno auspicabile. L’eco della val di Susa, però, arriva fino all’Appennino ligure alessandrino, e il timore è che la voce della gente sarà comunque ignorata in nome del business. Salvo riconoscere tra quindici o vent’anni che il Terzo Valico (magari mai completato: non ci sarebbe da stupirsi) è stata l’ennesima cattedrale nel deserto. Nociva per le moltitudini, ma tutt’altro che inutile per i soliti noti.

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