Aspettando la Corte dei Conti

Mentre rimaniamo in fiduciosa attesa dell’ormai mitica e mitizzata pronuncia della Corte dei Conti (ora qualcuno parla di domani, martedì) riguardo ai bilanci di Palazzo Rosso, proviamo ad alzare lo sguardo su quel che succede altrove.

Vi sembra serio che, in un Paese che sta affondando nel malaffare (da Lusi a Formigoni, fino agli intrallazzi vaticani, ogni giorno sfogliare un quotidiano cartaceo o on line è una pena), si debbano puntare i cannoni sull’inesperto sindaco di Parma, “reo” di aver rinunciato ad ingaggiare un assessore (che non era ancora stato nominato) non appena è emerso che costui aveva qualche macchia nel suo curriculum, peraltro di privato cittadino e non di politico?

A me sembra un atteggiamento “alla tedesca”, ossia civile e trasparente. Che magari mette in evidenza le difficoltà di un meccanismo di selezione basato sulle auto candidature e la presentazione di curricula autocertificati. Ma che mi pare ingeneroso accostare a casi di maneggi di potere e ruberie di soldi pubblici che ben conosciamo, e subiamo colpevolmente, da diversi decenni.

Sono sempre più convinto però che gli italiani hanno avuto finora, e avranno in futuro, ciò che si sono meritati, e sapranno meritarsi. E che fare di tutt’erba un fascio è tipico di due categorie, assolutamente complementari: i fessi, e chi ha interesse a intorbidire le acque.

E, sempre a proposito di non fare di tutta un’erba un fascio, e saper riconoscere che la politica è fatta sì da malfattori, ma anche da persone serie e oneste, vi segnalo un link di radio radicale.

Non è obbligatorio sciropparsi tutta la registrazione naturalmente: al minuto 37:50 trovate interessanti dichiarazioni di Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù, riguardanti il consigliere comunale del Pdl Emanuele Locci. Ognuno è libero di condividerle o meno. E’ un fatto però che Locci non molla, e che in quel che resta del Pdl alessandrino la resa dei conti sembra soltanto rimandata. A quando?

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