Poveri bimbi di Alessandria?

A che punto è la soluzione della vicenda asili comunali?  I giorni passano, agosto è mese breve per eccellenza, e l’inizio dell’anno scolastico per il servizio 0-6 (nidi e materne) è praticamente dietro l’angolo.

Chiedo in giro a che punto è l’avvio dell’azienda speciale, e trovo risposte le più varie, e tutt’altro che allineate.

Secondo alcuni addetti ai lavori, è questione di settimane, se non di giorni: magari saranno contratti a tempo determinato, poiché mancano i tempi tecnici per percorrere altre strade. Molto probabilmente il “contenitore” non sarà Aspal (la cui riorganizzazione è quindi tutta da discutere), ma una realtà creata ex novo. Ma l’azienda speciale (in quanto tale non soggetta alle limitazioni della normativa sul patto di stabilità) si farà, e tutti i precari a cui è scaduto il contratto ai primi di luglio saranno riassunti. Come del resto promesso, in campagna elettorale, da gran parte dei candidati sindaco: Rita Rossa in primis.

Altre voci, però (e, attenzione, voci non meno addentro alla vicenda) mi dicono: “guarda che la stanno facendo troppo facile: nei fatti siamo a un passo avanti e due indietro”.

Insomma, per questi ultimi l’auspicata (davvero da tutti?) azienda speciale per i servizi educativi potrebbe ancora “saltare”, a vantaggio dell’opzione cooperative.

Come stanno davvero le cose? Pare che i dirigenti di Palazzo Rosso tentennino, ed invitino il sindaco Rossa e l’assessore Puleio alla prudenza: perché non sarebbero ben chiare le “pieghe” della normativa sulla spending review (nel frattempo peralto ridotta al classico “colabrodo” da valanghe di eccezioni a tutela di tanti piccoli feudi), e perché qualcuno teme di fare mosse azzardate, che i commissari ministeriali potrebbero contestare.

Il problema, però, è che il tempo passa, e che non è per nulla scontato che i citati commissari siano realmente operativi prima di settembre. Ma allora potrebbe essere troppo tardi, “per cui – dice sempre una vocina – a quel punto potremmo ritrovarci, per far fronte all’emergenza, a dover accettare obtorto collo l’opzione cooperative, per di più con assegnazione d’ufficio, e senza regolare bando”.

Insomma, l’ipotesi “caldeggiata” a maggio dal centro destra, ma gestita peggio. Non è che, alla fine, torneranno in auge anche personaggi dati troppo presto per “archiviati”?  Ed è davvero scontato che l’opzione cooperative costerebbe meno? Qualcuno si è preso la briga di fare comparazioni serie?

Tante domande, ma ci vuol pazienza: le risposte arriveranno, e speriamo che siano tali da fornire agli alessandrini servizi di qualità per i loro figli. Perché quello, non dimentichiamocelo, dovrebbe essere il primo obiettivo da perseguire.

Intanto ascoltiamoci, se vi va, una vecchia canzone del mitico Guccini. Sperando di non dover fischiettare presto anche noi “poveri bimbi di Alessandria”.

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