Tutto va male, madama la marchesa

E’ profondo rosso per la nostra edilizia. Non è che servissero i dati ufficiali dei giorni scorsi  per accorgercene: chiunque si guardi attorno, e abbia qualche amico impresario, muratore o intermediario immobiliare, che aria tira lo sa bene da tempo. E, diciamocelo chiaramente, non è che gli spiragli di luce per i prossimi mesi abbondino.
Franco Osenga, presidente del Collegio Costruttori della provincia di Alessandria, persona competente e misurata nei toni, ha parlato senza mezzi termini di “crisi devastante”, ed è tutto dire. E se va in tilt l’edilizia, su un territorio come il nostro non particolarmente incline all’innovazione e alle nicchie specializzate, si ferma tutto, come in effetti sta succedendo.

Più che andare alla ricerca di strade che consentano di rimettere in moto un sistema “in panne” (altri si stanno cimentando, con tante teorie anche contrapposte: noi leggiamo, e osserviamo una realtà che nel frattempo è quella che è), proviamo a metterci nei panni dei privati cittadini, ossia di noi stessi.

“Ma cosa vuoi fare, in circostanze come queste? Qui entro fine anno fanno una mega svalutazione, e ci mangiano metà dei risparmi”, mi diceva l’altro giorno un serio professionista. Un altro conoscente settimana scorsa, con meno pessimismo, invocava la patrimoniale su chi i soldi e le ricchezze le ha davvero come unica strada per uscire dall’empasse.

Noi ascoltiamo, e su questi temi non abbiamo davvero ricette risolutive, ma solo auspici, e osservazioni “terra terra”. E quel che balza agli occhi è che, in questa estate drammatica, sono più preoccupati coloro che hanno denari e proprietà, rispetto a tanti quasi “nullatenenti” in partenza per le vacanze. Fatalismo, incoscienza o spensieratezza? Oppure, semplicemente, chi nulla ha nulla teme di perdere?

In ogni caso attenzione: perché a pagare gli effetti più devastanti di una crisi destinata a durare a lungo saranno i poveri, ossia coloro che vivono di solo lavoro (dipendente o autonomo, poco importa) sempre più precario.
Non dico che bisogna spaventarli: ma neppure “anestetizzarli”, facendo loro credere che “tutto va bene, madama la marchesa”.  Divertente canzoncina del compositore francese  Paul Misraki, portata al successo in Italia da Nunzio Filogamo, che l’altro giorno un arguto amico mi ha proposto per divertissement, e che rischia di diventare davvero la colonna sonora di un Paese che si barcamena tra fatalismo e incoscienza.

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