S.O.S.: Alessandria chiama Roma

Mancava solo il mio omonimo, tra i deputati alessandrini a cui lunedì il sindaco di Alessandria ha chiesto aiuto, in maniera accorata, durante un incontro a Palazzo Rosso.
Eh sì che, tra coloro che del Comune sono stati beneficiari, illo non è proprio l’ultimo, dati alla mano. Ma pazienza, e bando ai dettagli.

A quanto pare Lovelli, Stradella e compagni di ventura ieri hanno già cercato di sollecitare formalmente l’esecutivo guidato da Monti (senza però riuscire a far inserire un ordine del giorno ad hoc all’interno del decreto sulla spending review), e  non mancheranno di chiedere anche un interessamento diretto del ministro Balduzzi.

La sostanza è nota: la situazione del Comune di Alessandria, e di diverse delle sue controllate, è finanziariamente drammatica, i cittadini saranno “bastonati” per i prossimi cinque anni, eppure potrebbe non bastare: la richiesta minima indirizzata a Roma è quindi di “allentare la presa” se non altro sul fronte delle sanzioni amministrative. Se poi, bontà loro, arrivasse pure un finanziamento a fondo perduto, in pure stile Cassa del Mezzogiorno, da queste parti nessuno si schiferebbe, diciamocelo.

La mia impressione è che questa operazione (sia pur dovuta: quale sindaco non ci avrebbe provato?) potrebbe essere serenamente denominata canna del gas, o ultimissima spiaggia. Faremmo torto all’intelligenza della sindaca, e dei suoi “scafati” consiglieri, se affermassimo che le cose stanno diversamente.

Alessandria sta, semplicemente, dicendo a Roma: “aiutateci, da soli non ne veniamo fuori”. Il problema, però, è che lo stesso, identico messaggio Monti lo sta rivolgendo da mesi a miss Merkel. Ognuno di noi è sempre il negro di qualcun altro, diceva non ricordo quale scrittore. Ecco: mutatis mutandis, questa è la situazione.

Purtroppo tra Alessandria e Roma corre “l’asse” della disperazione: un po’ come se, sul Titanic, i pezzenti di terza classe avessero chiesto aiuto ai signori in prima, diciamo. E magari, per quel che ne sappiamo, è pure successo. La fine però, purtroppo, è nota. Caliamo le scialuppe, o balliamo al ritmo dell’orchestrina, e succeda quel che deve succedere?

2 thoughts on “S.O.S.: Alessandria chiama Roma

  1. …e fra poco andrà in onda il dissesto della provincia, come volevasi dimostrare……..conti disastrosi nascosti ad arte per salvare l’immagine della vicepresidente Rossa, fra le massime artefici del dissesto con le valanghe di euro sperperate al Marengo Museum e la sua monumentale superbia nel faresi erigere la piramide a perenne memoria!

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