O onorevole o “alla fame”

L’onorevole Maurizio (nella foto) colpisce ancora. Forse offeso dal provincialismo degli amministratori alessandrini, che nel tentativo di sensibilizzare l’esecutivo Monti sull’emergenza di Palazzo Rosso hanno chiesto aiuto ad altri parlamentari del territorio ma non a lui, il mio omonimo rilancia.

E lo fa da par suo, in campo avverso e con spavalderia, solo contro tutti dalle colonne de Il Fatto Quotidiano.  L’intervista, uscita ieri, è tutta da leggere. “Se non mi ricandidano morirò di fame. Pago 4.000 euro di alimenti a mia moglie”, dice il nostro. E ancora: “ho una condanna per truffa, se vado in carcere avrò pranzo e cena”. Naturalmente rivendica la propria innocenza, e segnala un certo accanimento nei suoi confronti. E, da potenziale esodato di mezza età, pianifica che fare a partire dalla primavera, quando gli scadrà il suo precario contratto di lavoro.  Un italiano come tanti, alle prese con i drammi dei nostri tempi.

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