Palazzo Rosso: prime crepe nella maggioranza?

Si dice che i commissari governativi destinati a “prendere in mano” il comune di Alessandria siano in arrivo. Ma anche che più di un funzionario abbia declinato l’invito a ricoprire un incarico, evidentemente, più gravoso che stimolante.
Magari, naturalmente, sono solo infondate voci estive: però circolano tra gli addetti ai lavori, e noi altro non facciamo che registrarle.

Si dice anche, nella calura quasi irreale della nostra pianura (basta salire sui colli, però, e si respira: provare per credere, la sera soprattutto), che la maggioranza alessandrina di centro sinistra stia già scricchiolando, e che l’autunno potrebbe portare complicazioni.

Le considerazioni di un battitore libero (e lucido osservatore) come Lino Balza ieri le hanno lette praticamente tutti (altro che “difficilmente pubblicabili”, come sosteneva l’autore), e non pochi sono coloro che le hanno, sia pur tacitamente, condivise.

Dalle parti di Sel, poi, il malumore si è trasformato anche, nei giorni scorsi, in un paio di comunicazioni ufficiali, con le quali certe scelte (sia sul fronte dell’aumento delle tariffe, che su quello delle nomine Amag) sono state criticate in maniera articolata. Qualcuno dice anche “sì, articolata ma sterile”, e che insomma sarebbe il solito gioco delle parti.

E d’altra parte, sottolinea qualcun altro, Sel è presente a Palazzo Rosso con un solo consigliere (sia pur “di peso” e qualità, come l’ingegner Lombardi), e in giunta non c’è: quindi non è che possa alterare chissà quali equilibri, anche volendo. Vero, però è il fatto che sono ormai in diversi, all’interno del centro sinistra, a mettere le mani avanti, ribadendo che “nonostante il dissesto, non possiamo rinunciare ad un progetto di sviluppo, ad un’idea diversa di città, e di comunità”. Ecco, appunto: aspettiamo di scoprire quale.

Non ci sembra francamente realistico, come fa qualcuno, parlare di possibili elezioni in primavera: e tuttavia in tanti ci auguriamo che, oltre alla litania “è tutta colpa di Fabbio” (affermazione fondata, e tuttavia al tempo stesso un po’ semplicistica: e soprattutto insufficiente in un’ottica di futuro), arrivino presto idee e proposte. Neanche più necessariamente di sinistra, come chiedeva un tempo Nanni Moretti. Concrete, realizzabili e di buon senso ci basterebbe, di questi tempi.

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