Benvenuti ad Alessandria, la Grecia d’Italia

Poiché venerdì sera, lo so, eravate tutti come me in giro a festeggiare questo strano capodanno alessandrino (capolinea? funerale? ripartenza? Fate voi), eccovi qui la registrazione integrale della trasmissione In Onda, che su La 7 ha visto il comune di Alessandria ancora una volta tristemente protagonista. Non c’è niente da fare: ormai siamo la Grecia d’Italia, nell’immaginario collettivo, e a poco valgono (almeno di fronte ad un uditorio nazionale e non locale) i distinguo del sindaco Rossa, o le puntualizzazioni dell’onorevole Crosetto, per cui “Alessandria ha meno di 2 mila euro di debiti ad abitante, Torino circa 5.500, ma nessuno ne parla e non è fallito”.

Come noto, è la risposta classica, nessuno accusa Torino di aver truccato i conti, mentre da noi c’è un processo in corso, con ipotesi di reato pesantissime, che sta ai giudici (speriamo rapidamente, e non con i soliti tempi biblici: a proposito, a prescrizione come stiamo messi?) verificare.

Certo, ad ascoltare le affermazioni etiche dello stesso Crosetto, e del finiano ex Pdl Bocchino, per cui personaggi come Grassano e Fabbio mai e poi mai dovrebbero essere in parlamento (il primo) o aspirare ad andarci (il secondo) fa davvero accapponare la pelle. Ma come? Fino a tre mesi fa Piercarlo Fabbio era portato in palmo di mano e lodato senza se e senza ma da Bondi, Cavallera, Santanché e tanti altri, e considerato un esempio di amministratore capace e innovativo, e ora è un appestato da cui prendere le distanze? O invece è solo il capro espiatorio da sacrificare, in una filiera assolutamente omogenea che sta tentando di cambiar pelle per l’ennesima volta?

A me, in tutto questo teatrino sempre uguale a sé stesso, meraviglia ogni volta l’immaturità del popolo italiano, che davvero forse ha sempre avuto quel che merita, ed è (nella sua maggioranza, naturalmente) assolutamente incapace di prendere in mano il proprio destino.

Comunque, rimaniamo sulla serata: Alessandria ne è uscita ancora una volta malconcia. Provinciale e moribonda, e con il cappello in mano, in attesa di aiuti dallo Stato centrale.

Il sindaco Rossa, pur dignitosa e corretta nelle sue affermazioni, ha continuato a parlare solo agli alessandrini, senza considerare l’uditorio nazionale che aveva di fronte. E il saccente Filippo Facci l’ha liquidata con un un po’ di sufficienza.

L’ineffabile onorevole Grassano, ex leghista che ormai per i media nazionali è “la macchietta” da infilare ovunque si riesca, ha ribadito in merito alla condanna in primo grado per truffa ai danni del Comune di Alessandria (e dunque degli alessandrini): “”non ho preso una lira che fosse indebita, i morti si contano alla fine. Aspettiamo l’ultimo grado di giudizio”. Aspettiamo dunque, e pure qui occhio alle prescrizioni: secondo me, vada come vada, di quei 760 mila euro indietro tornerà poco o nulla: scommettiamo?

Fabbio infine: dalle parole di Crosetto, ho l’impressione che per lui (e per il suo sponsor di sempre Ugo Cavallera?) ulteriori ambizioni politiche siano un po’ “inattuali”, diciamo così. Ma mai dire mai, questo è il Paese delle opportunità inaspettate. E che la terza  Repubblica possa nascere puntando, a tutti i livelli e a destra come a sinistra, su una classe dirigente davvero nuova e non compromessa ci credono in pochissimi.

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