Pd di lotta, ma anche di governo?

Se dico che da qualche giorno avevo previsto che Paolo Filippi non si sarebbe dimesso dalla presidenza di Palazzo Ghilini, giustamente potreste rispondermi “sì, va beh, a posteriori son capaci tutti”, anche se qualche testimone ce l’ho.

Comunque: ieri sera il discorso del presidente della Provincia ai giornalisti è stato tanto complesso quanto chiaro. Anche se, ci scommetto, non ha detto tutto quel che avrebbe voluto. E’ ovvio del resto: parlava in veste istituzionale. Per le indiscrezioni, lo aspettiamo su facebook.

Ma quando, verso la fine della conferenza stampa, stuzzicato da un cronista si è lasciato andare in una battuta un po’ caustica sul suo partito, il Pd, beh, lì forse sarebbe stato bello aprire il discorso vero. E magari ci sarà modo di farlo.

In sostanza Filippi ha sottolineato come oggi il partito democratico appaia più appassionato alla vicenda delle primarie (a doppio turno, e a quanto pare con una serie di “paletti” tali da demotivare gran parte dei non addetti ai lavori: ma questo lo aggiungo io) che non al dramma della situazione delle Province, e degli enti locali in generale. “Magari prima o poi si appassionerà anche la gente”, ha concluso Filippi, secco e sorridente.

In effetti, a ben pensarci, quel che sta succedendo è che il Pd sostiene Monti a Roma, e sul territorio con suoi amministratori (Filippi e Rossa, ma chissà quanti altri altrove) lo critica con durezza, e tanti fondati motivi.

Certo, non tutti i pidiini di casa nostra sono così spregiudicati, e c’è anche chi, tra gli osservatori, accusa sindaco di Alessandria e presidente della Provincia di incongruenza. Ma resta il caso di un partito “di lotta e di governo”, che ora peraltro (se ancora ha senso parlare di strategie per Berlusconi e il Pdl, che ne sparano una al giorno) rischia di ritrovarsi Monti come alternativa a Bersani, alle prossime elezioni politiche.

Con la sgradevole impressione, francamente, di trovarci di fronte ad un simulacro di democrazia, in cui han già deciso di stare tutti insieme, e ci chiedono solo di “certificare”. Altro che quel dilettante di Chavez, ragazzi!

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