Palazzo Rosso: dopo lo sciopero verrà il progetto?

Nei giorni scorsi fonti non sprovvedute mi hanno detto: “ma ti pare possibile che, a Palazzo Rosso, l’assessore al Bilancio e alle Partecipate si veda ormai soltanto ogni tanto, di passaggio?”. Non so se la notizia corrisponda al vero. So che quando, prima della pausa estiva, intervistai l’assessore Bianchi ebbi l’impressione di un professionista preparato, per niente ideologico e assai lucido rispetto alla gravità della situazione. E, va detto, anche consapevole di avere un’attività professionale assai impegnativa, che comunque non aveva intenzione di abbandonare, o sacrificare oltre il lecito.

Insomma, credo che Bianchi non abbia fatto certo carte false per entrare in giunta, e che anzi abbia acconsentito davvero a seguito di una serie di sollecitazioni.

Al di là delle ore di presenza sul campo dunque (gli enti pubblici sono saturi di personaggi che timbrano il cartellino in maniera improduttiva, quindi non è quello il punto), Pietro Bianchi qualche giorno fa, con Il Sole 24 ore, ha parlato chiaro: «Entro il 30 novembre – dice l’assessore al Bilancio – bisognerà approvare il bilancio riequilibrato. Nel 2013 potremo contare su 90 milioni di risorse certe, tra entrate fiscali e trasferimenti, e bisogna varare tagli per circa 25-30 milioni». Sì, perché il debito accumulato dall’amministrazione non è collegato a investimenti ma alla spesa corrente. Quindi l’unica strada è ridurre le spese. Soltanto per i contratti di servizio alle partecipate, aggiunge Bianchi, i trasferimenti passeranno da 55 a 36-37 milioni. Tagli, dunque, che agitano l’esecutivo.

Insomma, sollecitare il Governo affinché non si scordi di Alessandria, e possa sostenerla in questi mesi di emergenza con un intervento straordinario, è doveroso.
Ma insistiamo: dal bilancio di Palazzo Rosso vanno tagliati almeno 20 milioni di euro annui di spese (Bianchi parla addirittura di 25-30 milioni), e non ci pare che gli attuali amministratori abbiano ancora detto, con chiarezza, se concordano con questo input legislativo, e dove e come saranno realizzati i tagli.  Alessandria ha bisogno di un progetto che guardi al futuro, oltre l’emergenza. Dove sta? Intanto la città si prepara allo sciopero generale di venerdì: ne riparliamo.

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