Chi fermerà Beppe Grillo?

Ma se i 5 Stelle sono il primo partito in Sicilia, qual è il consenso reale del movimento di Beppe Grillo nel resto del Paese, e nel centro nord in particolare?

E’ questa la domanda che tutti oggi ci poniamo. Naturalmente ridacchiando delle modalità con cui l’ascesa (percebile a pelle, per chiunque viva tra la gente comune, e non nutrendosi di sondaggi commissionati “su misura”) di Grillo viene raccontata da un sistema di mass media vecchio, vecchissimo, e super “codino”. Perché questo è un bel segno dei tempi: i 5 Stelle non hanno radio, giornali, sedi, sindacati o corporazioni a far da stampella. Ma crescono inesorabilmente, esponenzialmente, mese dopo mese, e ovunque.

Improvvisamente le primarie del centro sinistra, la querelle fra Renzi e BersaniBerlusconi e i suoi capricci, o generali senza esercito come Monti e Montezemolo appaiono per quel che sono: il sistema. Il sistema da cui gli italiani comuni sono disgustati, e dal quale sognano di liberarsi prima possibile.

E mica in maniera rabbiosa, anzi con parecchia classe: se ne stanno a casa, disertano le urne, oppure vanno e votano 5 Stelle. Mai come oggi non votare è comunque partecipare: perché la metà del Paese che sta a casa non è indifferente, ma contro, e nauseata. Ve lo dice uno che a votare ci è sempre andato, e probabilmente ancora ci andrà: chi oggi fa “astensione attiva” ha tutta la mia comprensione.

Ma adesso che succederà? Li faranno votare, a gennaio, i laziali e lombardi? E che legge (ancor più) farlocca cercheranno di inventarsi, per frenare il ciclone 5 Stelle, che rischia di travolgerli tutti quanti, con le loro manfrine e le loro finte contrapposizioni?

Non è che qualcuno si inventerà un posticipo elettorale di un anno, per continuare a mantenere lo status quo, ossia un governo Monti, già artificiale e anti popolare fin dalla sua costituzione?

Tutto diventa possibile nei prossimi mesi, compresi trucchi, forzature, colpi d’ala.
Fossi in Grillo starei allerta: proprio in questi giorni si celebrano i cinquant’anni della morte di Enrico Mattei. Ucciso non si sa da chi, e non si sa perché. O meglio, si sa ma non si dice. Oggi, naturalmente, per tutti è un grand’uomo: da morto però.

E. G.

Ps: Intanto imperversano sul web i commenti, le interpretazioni e anche un po’ di perfidia, dopo che Beppe Grillo ha reso note, sul suo blog, modalità e regole per la selezione dei candidati alle prossime elezioni politiche. Ne parliamo?

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