Primarie da record: il centro sinistra esulta! E al ballottaggio?

Il popolo di centro sinistra c’è ancora, e ha risposto presente. Quasi 4 milioni di votanti, di questi tempi in Italia, sono un  exploit di fronte al quale togliersi il cappello, comunque la si pensi. Una partecipazione che va ben al di là delle previsioni della vigilia non solo degli osservatori (tra cui chi scrive), ma probabilmente anche di molti addetti ai lavori dello stesso centro sinistra. Ieri un po’ovunque nel Paese si sono viste file ordinate e sorridenti di gente comune, che non possiamo liquidare come “truppe cammellate” o “militonti” (così le cativerie le diciamo tutte subito), ma che invece hanno l’aspetto di uomini, donne e tanti ragazzi e ragazze che credono ancora alla politica. A questa politica? Bah, qui si apre il dibattito, naturalmente, e ognuno può pensarla come crede.

Quel che è certo è che, domenica prossima, Bersani e Renzi se la giocheranno di nuovo “alla pari”, rivolgendosi entrambi anche ad un elettorato “esterno” al Partito Democratico: il segretario del Pd punterà in particolare sull’identità “di sinistra” più tradizionale, Renzi sui delusi post ideologici di ogni estrazione. Senza limitazioni per chi arriva da destra, e votò in passato Lega o Berlusconi. Sempre che, naturalmente, non si tratti di figure che hanno tuttora ruoli politici attivi: in quel caso, potrebbero essere rimandati a casa, come è successo ieri a Novi Ligure.

Da osservatore assolutamente imparziale, vi confesso che tremo un po’ all’idea di un’altra settimana di “colpi bassi” e battibecchi su facebook tra bersaniani e renziani: ma credo che questo ci toccherà, in attesa del ballottaggio.

Impossibile, e comunque prematuro, chiederci oggi come si comporterà lo sconfitto tra 8 giorni, e nei mesi a venire. Indubbiamente è auspicabile una prova di maturità, in un caso come nell’altro. Ma siamo in Italia, il Paese dei mille campanili, delle troppe correnti e degli infiniti gruppi di interesse, quindi massima prudenza.

E Nichi Vendola? C’è stato un momento, ai tempi delle vittorie dei sindaci Pisapia e De Magistris, in cui davvero il governatore delle Puglie sembrava in grado di costruire una forte alternativa di sinistra “non residuale”. Quel tempo pare oggettivamente lontano, e lo si era capito da un po’. Non che l’elettorato a sinistra del Pd sia scomparso, o si sia clamorosamente “contratto”: ma in tanti non amano l’alleanza con il Partito Democratico, e guardano ormai a Grillo come all’unica soluzione in grado di provocare un salutare (o no? lo vedremo) big bang del sistema.

Del centro destra qui invece non ha senso parlare, ci torneremo. Ma certamente, a fronte di primarie così “partecipate”, il rischio di mettere in campo, tra qualche settimana, una sbiadita fotocopia è assai consistente. Il confronto sarebbe impietoso!

 

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