La soluzione è dormire fino a tardi?

Studente dorme a scuolaA leggere le cronache nazionali e locali di questi giorni si fa davvero fatica a scovare elementi di ottimismo, pur volendo cercarli a tutti i costi.

Partiamo dall’emergenza lavoro? L’impressione, anzi la certezza, è che i tre milioni di disoccupati “attivi” (ossia iscritti ai centri per l’impiego delle varie province italiane) siano solo la punta di un iceberg che tra precari, sotto occupati a poche centinaia di euro al mese e delusi che neanche il lavoro lo cercano più, accontendandosi magari di un po’ di “nero” occasionale, porta ad uno scenario devastante, tendente al peggioramento nel 2013.

Di più: se è vero, come sostiene tra gli altri il senatore del Pd Enrico Morando, che esiste ormai un “gap” insostenibile (Morando parla di apartheid, e ha ragione) tra i diritti dei garantiti e la jungla in cui sopravvivono tutti gli altri, a me pare evidente che le soluzioni sin qui proposte dai tecnici siano del tutto inadeguate, e semmai destinate ad accelerare la disgregazione del sistema produttivo, e per conseguenza anche sociale. Ma vi pare che questo Paese sia prossimo al panico a causa della (marginale) sopravvivenza dell’articolo 18? Eddai…semmai è l’esatto contrario, ma il discorso è complesso, e qui vogliamo solo procedere per flash, da riprendere nei prossimi giorni, anche con i vostri contributi.

Certamente in provincia, al di fuori dell’impiego parastatale che monopolizza il dibattito dei media, si sta sgretolando un tessuto produttivo di piccole e medie imprese, e forse converrebbe parlarne un po’ di più, che dite? Lo faremo, promesso.

Così come non smetteremo di sottolineare che, dall’Ilva al nostro polo chimico, si stanno raccontando troppe “musse”, e si sta usando  l’occupazione come ricatto, per stendere un bel velo di omertà su responsabilità gravi, che dovrebbero invece emergere con forza, con nomi, cognomi ed eventualmente anche marchi e sigle.

Ma, certo, non potremo nelle prossime settimane smettere di occuparci di Palazzo Rosso e della riorganizzazione (e in parte dismissione e vendita) delle sue partecipate, ma anche del futuro di Palazzo Ghilini: si possono “abbandonare” senza indicazioni sul futuro prossimo centinaia di lavoratori in ogni Provincia, attraverso  decreti “generici”, che creano più caos che benefici? Eppure sta succedendo.

E i Grigi? Anche lì c’è una bella spada di Damocle che “pende” sul Mocca e sulla squadra: vedremo se si sgancerà, e con quali conseguenze.

Ma chi l’ha detto detto che, pur in un quadro così fosco, non bisogna provare ad avere idee innnovative, e a lanciare il cuore oltre l’ostacolo?

Avete letto, ad esempio, della proposta del preside del liceo scientifico di Biella? Constatato che i ragazzi arrivano a scuola e regolarmente si addormentano  (ma succedeva anche ai tempi nostri, dai: e qui attendo testimonianze dirette..), il dirigente scolastico propone una formula rivoluzionaria: inizio delle lezioni alle 10, naturalmente con proseguimento pomeridiano. Secondo me non farà fatica a trovare 25 “volontari” per la prima classe sperimentale. Siamo un Paese di gente mediterranea, in fondo, che non ama svegliarsi presto: l’importante è quel che poi si combina, e produce, fino a sera.

E la politica? Di quella (che ancora interessa ad un sacco di gente, checché se ne dica in giro) parliamo in un post a parte. Intanto buona settimana, e buon finale di 2012 a tutti!

3 thoughts on “La soluzione è dormire fino a tardi?

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