Cultura alessandrina verso la liquidazione?

Teatro Alessandria 2Proprio mentre, ieri, veniva presentata la nuova stagione teatrale alessandrina (che ha alcuni appuntamenti di richiamo, ed è complessivamente dignitosa, dato il contesto di emergenza), si diffondeva la notizia che la Regione Piemonte e la Fondazione CrAl si sfilano definitivamente dalla Fondazione Tra, come già fece Amag. Nella compagine restano a questo punto soltanto Comune di Alessandria e di Valenza (che nel 2012 ha comunque elargito una somma assai modesta), per cui è evidente che l’assemblea dei soci convocata per il 12 dicembre, e che già aveva all’ordine del giorno le dimissioni del cda, non potrà che essere una sorta di atto finale, o pre finale. Il destino della Fondazione Tra era segnato da tempo, e la messa in liquidazione certamente sarà il prossimo passo.

Del resto la stagione teatrale di quest’anno è in realtà organizzata dall’Aspal, in collaborazione con Tra. Strutture entrambe dirette da Anna Tripodi (la cui passione e competenza in ambito teatrale e culturale sarebbe degna di un contesto in sviluppo, e  non  “in saldo”), e entrambe prossime alla liquidazione.

Ovvio che, in una simile situazione, il primo pensiero debba andare ai lavoratori: i 15 del Tra, in particolare, sono già in cassa integrazione in deroga da 6 o 7 mesi, e pare che la stessa sarà prorogata (fondi regionali permettendo) fino almeno ad aprile 2013. Rientreranno in servizio “a singhiozzo”, in rapporto alle esigenze e per un numero limitato di ore, per gestire la stagione in partenza.

E poi? E’ vero che la liquidazione di un’azienda o di una società può durare anni: ma indubbiamente, con alle spalle un Comune come quello di Alessandria (impossibilitato a nuove assunzioni, data la sua situazione finanziaria), la preoccupazione dei dipendenti Tra (ma anche Aspal; e aggiungiamoci anche l’Azienda Speciale Costruire Insieme, sulla cui legittimità sono state sollevate alcune perplessità) è più che giustificata, ed esige risposte concrete. Possibilmente positive, ma comunque oneste: non c’è niente di peggio che sentirsi abbandonati nel limbo, che genera paralisi di pensiero e di azione, e non permette neanche di prendere pienamente coscienza della situazione. Che è sempre il primo passo per cercare di migliorarla.

E. G.

Ps: In questo ambito, sembra diventare quasi marginale la questione dell’immobile Teatro Comunale, chiuso da più di due anni per lo “scempio” dell’amianto. Ma attenti, marginale non è, perché si tratta di un asset di grande valore, in pieno centro. Non è che finirà nell’elenco delle svendite, per “fare cassa”?

One thought on “Cultura alessandrina verso la liquidazione?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...