Le tragiche comiche di un Paese ridicolo

Berlusconi FaraoneNon vedo perché scandalizzarsi per l’intenzione di Berlusconi di rimettersi alla guida del centro destra, e di ricandidarsi. Scandalo, semmai, e clamorosa fine di un Paese ridicolo, sarebbe ritrovarcelo premier in primavera. Ma non succederà, lo sa benissimo anche lui. Del resto, però, mettetevi nei suoi panni: il Pdl è suo, lo ha creato e mantenuto lui (sia pur beneficiando poi di ampie risorse di Stato, come tutti gli altri). Senza di lui, da quelle parti sarebbe il diluvio, il caos, lo spezzatino. In più, le sue aziende stanno andando “in vacca”, come e forse più di tante altre. Perché mai non dovrebbe riprovarci, scusate?

Ma c’è un altro aspetto, che non vedo rimarcato nella levata di scudi della stampa finto progressista: ossia nessuno dice che a rivitalizzare Berlusconi è stato il Pd, puntando su Bersani. Ossia sull’apparato, su logiche vecchie e vecchi schemi e contrapposizioni: l’acqua in cui il Caimano sa nuotare come nessun altro.

Un centro sinistra che, intimorito da quel che il “renzismo” poteva rappresentare (certo, anche in termini di “invasione di campo”), ha puntato sull’usato più o meno sicuro, tutto può fare fuorché gridare allo scandalo. A meno che non si voglia stabilire che Berlusconi non ha diritto a presentarsi (per vincere, o per perdere) dinanzi agli elettori.

Tutto ciò premesso, gli italiani guardano a questo teatrino con raccapriccio, o almeno spero. La finanza pubblica è, non solo ad Alessandria ma ovunque, ad un passo dal tracollo, e nessuno, da Monti a Palazzo Rosso, vuole prendersi la responsabilità di scelte e decisioni gravi, e impopolari. Questo però sarà il dramma italiano dei prossimi mesi: tagli delle pensioni e degli stipendi pubblici. La differenza sarà, al più, che se Bersani vincerà le elezioni penalizzerà forse un po’ di più le pensioni più “alte”, e punterà su tagli lineari (pealtro completamente inutili sul piano strutturale) dell’inefficiente macchina pubblica.

A molti lo scenario drammatico non è ancora del tutto chiaro, e in questo sta l’immaturità del popolo italiano. Nel preferire sempre pifferai magici (di centro destra o centro sinistra) rispetto a chi dovesse metterli invece di fronte alla drammatica realtà, da affrontare con maturità. E, infatti, nessuno si azzarda a parlare un linguaggio davvero adulto ad un popolo bambino.

Su questa immaturità punteranno sia Berlusconi che Bersani per vincere le elezioni, o almeno per stare a galla. Loro, si intende. Il Paese si vedrà.

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