Parlamentari 5 Stelle: turisti o protagonisti?

Grillo CasaleggioStraordinario Paese che siamo. In virtù di una legge elettorale definita “una porcata” da chi a suo tempo la formulò, e poi ammantata di latinorum (“porcellum”), i giornali stanno già intervistando, a due mesi dalle elezioni, non gli aspiranti parlamentari, ma i pressoché certi deputati e senatori della provincia.
Eh già, perché dopo averne inutilmente discusso per anni, alla fine ci troveremo di nuovo a poter scegliere il partito per il quale votate, ma non le persone da eleggere. E, d’altra parte, le leggi elettorali nelle democrazie vere si cambiano almeno 2 anni prima delle elezioni, non a 60 giorni dalle urne. Quindi teniamoci il “porcellum”, e i quasi 1.000 “indispensabili” parlamentari della Repubblica.

Così è partita, fra gli addetti ai lavori della comunicazione, la “caccia” al neo parlamentare 5 Stelle, del resto l’unica novità vera, considerato che il resto sarà la solita “ribollita”, in salsa centro sinistra o centro destra.

Stimolato anche dalle riflessioni di un amico, l’altro giorno ho provato allora a scorrere un po’ le biografie di auto presentazione, talora anche video, dei futuri parlamentari (ma non onorevoli: solo cittadini, please) dell’esercito di Grillo e Casaleggio. Così, per farmi un’idea. Come credo sia successo anche a tanti di voi.

L’impressione è che si tratti, in effetti, di un bello spaccato di società civile vera: ossia gente normale, mediamente acculturata ma con attività professionali tutt’altro che da classe dirigente. “Collusione” con il sistema vigente, insomma, zero. Che credo fosse e sia l’obiettivo di Grillo: mandare a Roma 100 deputati e 50 senatori (esagero? Lo scopriremo presto) “vergini”, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso, evidentemente ben ponderati.

Certo, tutti noi, se guardiamo ai nomi della nomenklatura uscente (ma che aspira, più che mai, ad essere anche rientrante) non possiamo che commentare: “peggio di quelli lì non saranno di sicuro”, ed è certamente così.

Però attenzione: per non essere semplici “turisti”, ma protagonisti attivi, in un contesto di Paese al tracollo, e che risponde alla crisi con l’ennesimo tentativo di restaurazione (assolutamente bipartisan, o forse tripartisan), i 5 Stelle dovranno rimboccarsi le maniche davvero. Roma, con le sue tentazioni e i suoi “ammiccamenti” ha già sedotto in passato falangi di aspiranti rivoluzionari, e poi di ferventi secessionisti. E sul territorio, per riuscire ad essere davvero incisivi, ci vuole una conoscenza dei problemi (e delle procedure necessarie ad affrontarli) e anche un radicamento tra la gente che non può arrivare soltanto da votazioni on line tra poche centinaia di militanti. Osserveremo.

E. G.

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