Palazzo Rosso ” a dieta ferrea” per due anni. E i cittadini?

Comune di AlessandriaMa come fa il Comune di Alessandria a spendere, nel 2012, 5.180.000 euro per consumi elettrici (erano 3.280 mila nel 2011, e si prevede possano essere 3.800.000 mila nel 2013)? E’ questa una delle prime curiosità che saltano agli occhi “spulciando” i documenti pubblicati sul sito dell’ente da venerdì, a seguito dell’avvio del processo per il riequilibrio del “dissestato” bilancio dell’ente.

Un processo, appunto. Nel senso che dopo l’ok della giunta, e l’annuncio da parte del sindaco Rossa di “due anni di ferrea dieta per poi ripartire”, ora saranno prima il consiglio comunale, poi un’apposita commissione ministeriale a dirci cosa ne pensano. In ultimo, a gennaio il bilancio verrà presentato e discusso con i cittadini e le diverse associazioni di categoria di Alessandria.

Sul fatto che si tratti di un percorso irto di ostacoli, e di sacrifici, non ci piove. Sacrifici che riguarderanno in primis noi cittadini (chi ha “la fortuna” di possedere qualche immobile sul territorio, e fa un raffronto, tanto per non andar lontano, con la vicina Novi Ligure sa bene di cosa parliamo. In attesa della nuova tassa rifiuti del 2013), e naturalmente anche i dipendenti della galassia di Palazzo Rosso.
E qui cominciano i punti interrogativi, destinati a dipanarsi via via.

Finora si è parlato di eliminazione di buoni pasto, straordinari, premi di produttività. Insomma, due anni almeno a “stecchetto” per tutti, per evitare licenziamenti.

Ma è sul fronte delle società di servizi, ossia delle partecipate, che potrebbe calare “la scure” in maniera più drastica. In queste ore si inseguono voci assolutamente non confermate (almeno fino a mentre scriviamo) su imminenti messe in liquidazione di società, dismissioni di rami d’azienda e quant’altro. Meglio non fasciarsi la testa, e aspettare che, con trasparenza, l’amministrazione esponga i propri intenti sui diversi fronti, per analizzarli e valutarli.

Certo però il clima in tutto il Paese (leggete i giornali di questi ultimi giorni) è di grande ipocrisia pre elettorale. Ossia è tutto un inseguirsi di “pelosi” slogan sulla ripresa, di promesse di “stabilizzazione” di precari, di rinvio sine die di tagli e accorpamenti.

Mi pare che, in sostanza, il governo Monti abbia completamente fallito sul piano delle riforme strutturali, limitandosi ad aumentare le tasse alle categorie socio professionali più facilmente “raggiungibili”, e a salvaguardare il sistema bancario (internazionale) che lo ha  imposto come premier, con una scelta diciamo di tipo “post democratico”. Naturalmente a fin di bene. Resta da capire il bene di chi. In ogni caso, Alessandria sta (con Palazzo Rosso, Palazzo Ghilini e tutto il resto) dentro questo calderone, e il nostro futuro è strettamente legato a quello del Paese. Facciamoci gli auguri!

E. G. 

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