Alessandria, ieri: ma anche oggi!

Pessot libro copertinaLa crisi di Alessandria dura da quarant’anni. E da quarant’anni la politica ha le stesse facce, è in mano alle stesse famiglie. E’ questa la prima considerazione che ti viene da fare, dopo una lettura rapida ma attenta di “Alessandria, ieri: un passato ancora presente”.
Bel libro scritto dall’alessandrina Debora Pessot, che tra l’altro sarà presentato venerdì alle 17 nella Sala Lauree dell’Università Avogadro, a Palazzo Borsalino (via Cavour): se ci riuscite, fateci un salto. Ne vale la  pena.

Il volume, che ha una bella prefazione del prof. Maurilio Guasco,  è l’evoluzione di una tesi di laurea, ma scritto in modo avvincente, per nulla accademico o noioso. Si legge con piacere insomma, e il tema rappresenta, per tanti amici di questo blog, una sorta di pane quotidiano: si parla infatti di politica alessandrina, dal primo dopoguerra al 1997.  Un percorso fra cinquant’anni di vita amministrativa, sviluppo della città e crisi che mostra alcuni elementi di sorprendente ciclicità, e forse di immobilismo.

L’analisi del dopoguerra, e poi degli anni Cinquanta e Sessanta, rappresenta per chi non li ha vissuti una bella cavalcata di sintesi, fra nomi e progetti che poi spesso sono alla radice della contemporaneità cittadina. Sindaci come Giuseppe Moccagatta, Giovanni Porta, il “mitico” (e inossidabile: fu primo cittadino di Alessandria dal 1947 al 1964) Nicola Basile, Amaele Abbiati e Pietro Magrassi sono ormai un ricordo sbiadito nel tempo.

Ma è dal 1972, con l’ascesa a sindaco di Felice Borgoglio, che la vicenda si fa più coinvolgente. Nel senso che, davvero, analizzando emergenze e scontri, progettualità e lotte intestine, visioni e lotte di fazioni, si scopre che, negli ultimi quarant’anni (mica poco, no?), i problemi sul tappeto sono stati sempre pressapoco gli stessi, come pure le persone  (e le famiglie) chiamate, o autoconvocatesi, a gestirli e a (non) risolverli.

La crisi del tessuto produttivo, la disoccupazione crescente, la progressiva vocazione di Alessandria a trasformarsi in città di servizi (ossia tanti impiegati, in buona parte pubblici, e sempre meno creazione reale di ricchezza in termini di prodotto tangibile), nascono lì. Come lì, negli anni Settanta, nasce lo “slancio di modernità” di tutte quelle partecipate comunali (Amag, Amiu, Atm ecc) del cui futuro tanto si dibatte in questi mesi.

Fa quasi sorridere leggere del progetto di parcheggio sotterraneo in piazza Garibaldi, e non manca persino (e siamo nel 1973) un caso eclatante di watergate alla mandrogna, con intercettazioni telefoniche utilizzate come strumento di lotta politica locale.

Per chi gli ultimi decenni li ha vissuti come elettore, come osservatore o come “attivista” politico cittadino, il libro della Pessot è un bel tuffo nella memoria, ricco di aneddoti e ben contestualizzato nello scenario nazionale. Passano davanti agli occhi i protagonisti locali della vita politica della prima repubblica, e del primo lembo della seconda. L’analisi e i giudizi si fanno comprensibilmente più cauti a partire da Tangentopoli: anche perché i personaggi in questione sono ancora tutti più o meno in circolazione, sai com’è. E il libro si ferma al 1997, alla fine del primo mandato Calvo. Chissà se l’autrice vorrà cimentarsi, in futuro, anche con gli anni a noi più prossimi. Ma forse analisi come queste, su territori locali, hanno davvero bisogno di un distacco temporale che consenta di inquadrare le vicende in una prospettiva più serena, lontana dalle polemiche della cronaca quotidiana. Comunque una lettura che vi consiglio assolutamente. Oltretutto, il ricavato dalle vendite del libro sarà interamente devoluto all’Associazione Fulvio Minetti Onlus. Un altro buon motivo per un regalo di Natale che stimola la riflessione.

One thought on “Alessandria, ieri: ma anche oggi!

  1. Mi farebbe piacere leggere questo libro, ho provato a chiedere a un paio di librerie di Alessandria ma non ne sapevano nulla. Qualcuno sa dove posso trovarlo o a chi chiedere?
    Grazie!

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