Tu chiamale, se vuoi, elezioni

Loghi partitiC’è poco da fare, siamo entrati in campagna elettorale, non solo su scala nazionale, ma anche dalle nostre parti. E anche se tutti o quasi sono pronti a negarlo, in queste settimane a sognare uno scranno da parlamentare sono davvero in tanti. Come per ogni sogno che si rispetti, in tanti si risveglieranno con un pugno di mosche, naturalmente. Ma chi siamo noi per negare un po’ di felicità a poveri infelici, che di amarezze ne hanno vissute non poche, e ancora ne vivranno?

Anche i sognatori, però, non sono tutti uguali. Quelli di centro destra, ad esempio, in questo momento sono più disillusi che creduloni, e sanno benissimo che potrebbero ritrovarsi con un pugno di mosche. Ma, soprattutto, intuiscono che sono ancora troppe le variabili in gioco, sopra le loro teste.

Sarà Berlusconi (con il suo nuovo “decalogo”, di cui già non pochi sorridono) a compilare le liste, o alla fine scenderà in campo Monti, e il Cavaliere farà un passo indietro? Su quest’ultima ipotesi io non ci scommetterei un soldino bucato: nel senso che, Monti o non Monti, Silvio in campagna elettorale ci sarà, eccome. Anzi, c’è già, e si diverte un mondo. Quindi rassegnamoci, o godiamocelo, a seconda degli stati d’animo. E gli aspiranti onorevoli del suo schieramento facciano i conti con l’evolvere dello scenario, prima di gettare la spugna, ma anche di illudersi.

Però, diciamocelo, fino a sabato la scena è tutta per il centro sinistra, e il Pd in particolare. E’ li che sono in corso le vere grandi manovre e, per citare il presidente della Provincia Paolo Filippi, “è l’apoteosi dei carneadi”. Non so se sia davvero “l’umiliazione della politica” (cito sempre Filippi), ma insomma davvero sembra un po’ un todos caballeros, in effetti. Altrove abbiamo già provato a capirci qualcosa, e lo scenario in realtà evolve di giorno in giorno, per cui domani sul settimanale Il Novese ci riproviamo, con qualche aggiornamento. Per poi naturalmente constatare sabato di avere “cannato” quasi tutto, ma a cuor leggero: è il vantaggio di non fare un mestiere tipo chirurgo, dove se sbagli fai dei danni veri.

In ogni caso: al di là dei singoli nomi, sarà interessante capire se prevarrà, in questi giorni, una logica di tipo territoriale (quindi Alessandria che evita la solita frantumazione, e cerca di tornare ad avere almeno un candidato vero e di peso, per arginare il tradizionale predominio dei novesi), oppure se continuerà il braccio di ferro tra bersaniani e renziani.

Ma c’è un’altra variabile, e sono le donne. A me questa menata delle quote rosa ha sempre fatto sorridere, perché ho sempre pensato che forse, se le donne sono numericamente così minoritarie in politica, è perché nella vita hanno parecchio di meglio da fare. Ma, se davvero il 33% delle candidature sarà riservato al genere femminile, ci sarà senz’altro spazio per qualche nome a sorpresa.

Certo però che il destino è beffardo: ci sono, a destra come a sinistra, persone che alla politica hanno dedicato un bel pezzo di vita, e che sono dotate anche di un background di livello (anche se molti di voi li etichettano come casta, tout court), ma che, per i casi della vita e lo spirito dei tempi, rischiano di restare al palo.

Ed altri, come qualche rappresentante dei 5 Stelle, che con poche decine di voti on line sono già praticamente certi di far parte del prossimo Parlamento. Tu chiamale, se vuoi, elezioni!

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