E ora chi glielo dice a Silvio?

Slot machineE adesso chi glielo dice a Berlusconi, che solo pochi giorni fa incrementando il gettito fiscale su lotterie e gioco d’azzardo voleva cancellare l’Imu? Gli italiani, a quanto pare, sono proprio alla canna del gas, se da qualche mese sono in calo persino gli incassi legati alla dea bendata.

Ed escluderei l’ipotesi “l’Italia si è stancata di giocare”, mi pare assolutamente non credibile. Mi sa proprio, invece, che una fascia crescente di popolazione si stia ormai confrontando con l’emergenza quotidiana, e quindi anche “i vizi”, largamente tassati dallo Stato, ne fanno le spese. La notizia in sé pare stupida, anzi forse persino consolante: la crisi può anche purificare, far rinsavire o sempicemente costringere ad una razionalizzazione intelligente delle risorse.

La vera cartina di tornasole, però, saranno i saldi, che sono partiti in questi giorni, e si concluderanno verso fine febbraio. Al di là della retorica sugli “assalti agli outlet”, vedremo davvero come gli italiani si comporteranno, in termini generali, rispetto ad uno di quei riti che la società dei consumi ha saputo imporre non a tutti, ma certamente ai più.

La mia impressione è che la classe dirigente del Paese, con mister Monti (appoggiato però in questi ultimi 12 mesi sia dal Pd che dal Pdl) abbia scelto una strada di progressiva “spogliazione” della classe media, costruendo attorno al “bene casa” una spirale di tasse dirette e indirette che hanno l’evidente finalità di  mantenere in piedi la macchina pubblica del Paese. Intento nobile, condivisibile  e necessario, se pubblico da noi non fosse storicamente sinonimo di inefficienza, malaffare, spreco.

Per cui il rischio è davvero quello di ritrovarci progressivamente (ma non lentamente) “spogliati” di risorse private che davamo per acquisite, senza ricevere in cambio un Paese normale, in cui l’economia possa ripartire davvero, e chi ne ha voglia abbia la possibilità di darsi da fare, e guadagnarsi da vivere in base alle proprie capacità e competenze.

Vi risparmio una serie di storie, troppo personali e anche troppo tristi da esibire, che riguardano soprattutto 40/50 enni troppo vecchi per stare ancora a rimorchio di genitori iper garantiti (ma fino a quando? Le pensioni sono il prossimo fortino da attaccare pesantemente, nel post elezioni), e troppo giovani per pensare di averla in qualche modo sfangata.

La situazione è serissima, e per le classi sociali più deboli (concetto, quello di classe, che come sapete continuo a ritenere attualissimo) potrebbe diventare drammatica. E sulla scena, chiamati ad affrontare l’emergenza a livello di sistema, ci sono gli stessi personaggi di venti o trenta anni fa. Ma soprattutto, temo, le stesse idee e ricette d’antan. Possibile che a questo punto a Berlusconi non resti che giocare la carta del “lavoro nero”, e a Bersani quella delle assunzioni pubbliche, modello “un forestale per ogni pianta”? Poi, seriamente, entrambi lasceranno a Monti il compito di continuare il lavoro sporco. Mamma mia….che si fa ragazzi, come se ne esce?

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