Per la Triplice il Terzo Valico s’ha da fare!

Sindalisti terzo valicoMentre il fronte No Terzo Valico non molla, e anzi vede crescere di continuo iniziative territoriali di opposizione e resistenza (leggetevi il dettaglio delle iniziative di queste prime due settimane dell’anno), il fronte sindacale confederale (un tempo di diceva la Triplice: nella foto i rappresentanti locali) sembra volersi sostituire ad una politica sempre più ondivaga ed evanescente, sostenendo a gran voce che “il progetto s’ha da fare”.

L’alta velocità Genova Milano, insomma, è una grande opportunità di sviluppo per  il territorio, e non si tocca. Naturalmente con tutti i distinguo del caso, e la necessità di tutela ambientale sul fronte amianto e falde acquifere. Ma indietro non si deve tornare, l’opera deve procedere, e avrà ricadute tali sul fronte economico- occupazionale da compensare ampiamente qualche eventuale disagio. Perché, signori, è chiaro che la moglie piena e la botte ubriaca è il sogno di tutti, ma non funziona. E un Terzo Valico “a impatto zero” per l’ambiente è un’utopia, questo per onestà intellettuale credo tutti debbano riconoscerlo.

D’altra parte c’è il vecchio adagio, “preferite rischiare qualche malattia in più, o morire di fame?”, che viene sventolato sul fronte Ilva o polo ecologico di Spinetta Marengo (d’ora in poi lo chiamiamo così, ok?), e che anche qui può avere la sua “presa”.

Naturalmente le questioni aperte sono tante, e forse se ne sarebbe dovuto dibattere con più trasparenza e serietà negli anni scorsi. Ad esempio: attenti, perché la ricaduta occupazionale sul territorio alessandrino legata al Terzo Valico rischia di essere parecchio sovrastimata. Ossia: l’alessandrino mi pare essere concepito più come un corridoio di passaggio per le merci, che non un’area logistica permanente. E di avere tanti bei treni merce superveloci che “bucano” l’Appennino, e corrono verso la Lombardia, beh, non so quanto la popolazione “indigena” sarebbe entusiasta.

Dopo di che, d’accordo che altrove (nella mitizzata Francia, ad esempio) si dibatte, approfondisce e discute, e poi si fa. Ma l’impressione è che, a casa nostra, le fasi del dibattito e della discussione siano state a lungo sviluppate solo tra gli addetti ai lavori, per poi partire con lettere di esproprio e comunicazioni perentorie. Anche se, certo, anche la popolazione si è “allertata” con forte ritardo, confidando magari che i progetti restassero sulla carta, all’italiana. Magari con esborsi limitati a studi di fattibilità e altri balzelli d’ordinanza.

Sulla vicenda si innesta ora anche la questione Slala, con soggetti come la Regione che sarebbero intenzionati a “sfilarsi”, e i sindacati che auspicano invece che proprio Slala e Autorità Portuale possano essere il fulcro del progetto, proprio per garantire un “respiro” logistico territoriale (leggasi Novi-San Bovo e Alessandria-Retroporto). Come finirà? Si accettano pronostici!

One thought on “Per la Triplice il Terzo Valico s’ha da fare!

  1. La questione non è scegliere fra opportunità economiche o totale azzeramento dell’impatto ambientale. Sulla base di dati forniti dagli stessi organi che si sono fatti promotori di quest’Opera, si evince chiaramente che oltre a non produrre alcun beneficio sul piano economico, essa genererà un debito, che le generazioni future dovranno accollarsi sul groppone per decenni. Ad oggi non è stata fornito alcun dato scientifico, nonostante le continue richieste dei cittadini, che giustifichi la costruzione del Terzo Valico. Ovviamente quest’Opera sarà assai vantaggiosa per il Cociv, consorzio che ha ottenuto i lavori senza gara di appalto e forse per clan mafiosi, ben radicati sul nostro territorio e assai interessati al Terzo Valico come dimostrano alcune inchieste della magistratura. La questione Slala è una palla colossale che non può essere considerata una pregiudiziale. Una logistica atta a smistare merci che non arriveranno mai, ma che riempirà il gozzo dei grandi gruppi che la costruiranno. Quanto alla posizione favorevole al Tav dei sindacati confederali, anche se ci sono componenti come Fiom contrari, è vero, essi la giustificano con il pretesto del lavoro. I cittadini che sono sempre più informati, sapranno ragionare su questo.

    Luciano (Comitato popolare di Alessandria No Tav Terzo Valico)

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